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venerdì 10 luglio 2015

Il MEDIATORE


"Sale della Terra al Cielo,  e ridiscende dal Cielo in Terra; riceve così la  virtù e l'efficacia delle cose superiori e inferiori"
Queste parole della Tabula Smaragdina ermetica possono essere applicate con la massima esattezza all'Uomo in quanto termine mediano della Grande Triade,  vale a dire per essere più precisi,  in quanto egli è propriamente il "mediatore" per mezzo del quale si opera effettivamente la comunione fra il Cielo e la Terra.
L'"ascesa dalla Terra al Cielo" è ritualmente rappresentato,  in tradizioni diversissime,  dalla salita sopra un albero o un palo, simbolo dell'"Asse del Mondo"; grazie a questa ascensione,  necessariamente seguita da una ridiscesa (duplice movimento corrispondente alla soluzione e alla coagulazione ), colui che realizza veramente le implicazioni del rito si assimila gli influssi celesti e li riconduce in questo modo per unirveli agli influssi terrestri,  prima in sé stesso e poi,  per partecipazione e quasi per irradiamento nell'intero ambiente cosmico.
Si noti che essendo la discesa degli influssi celesti spesso simboleggiata dalla pioggia,  è facile capire quale sia in realtà il senso profondo dei riti che hanno l'apparente scopo di "far piovere": è un senso del tutto indipendente da quella applicazione magica oltre la quale nulla sa vedere l'uomo della strada, e che peraltro non si tratta di negare ma soltanto ridurre al suo giusto valore di contingenza di ordine assolutamente inferiore.
La comunicazione tra il Cielo e la Terra può avvenire soltanto lungo l'asse che unisce fra loro i centri di tutti gli stati di esistenza il cui insieme gerarchizzato costituisce la manifestazione universale, asse che perciò va da un polo all'altro, ossia appunto dal Cielo alla Terra, misurando in qualche modo la loro distanza.
Per quanto riguarda il nostro stato, il centro è il luogo normale dell dell'uomo, e ciò significa che l'"uomo vero" si identifica con questo stesso centro; perciò solo in lui e per mezzo di lui si effettua,  in questo stato, l'unione del Cielo e della Terra, e per tale motivo tutto ciò che è manifestato in questo stato medesimo procede e dipende interamente da lui e in qualche modo esiste solo come una proiezione esterna e parziale delle sue possibilità.
Con la sua "azione di presenza" mantiene e conserva l'esistenza di questo mondo. 
Numerosi sono i simboli tradizionali che raffigurano l'Uomo come termine medio della Grande Triade, posto fra il Cielo e la Terra e in tal modo adempiente alla sua funzione di "mediatore"; tale è il significato generale dei tigrato dell' Yi-king i cui tratti corrispondono rispettivamente ai tre termini della Grande Triade: il tratto superiore rappresenta il Cielo, il tratto mediano l'Uomo e il tratto inferiore la Terra.
                     

                   
Negli esagrammi i due interi trigrammi sovrapposti corrispondono anch'essi rispettivamente al Cielo e alla Terra, il termine mediano non è più raffigurato visibilmente ma è l'insieme stesso dell'esagramma in quanto unione degli influssi celesti e degli influssi terrestri a esprimere propriamente la funzione del mediatore.
Si impone un accostamento con uno dei significati del Sigillo di Salomone formato anch'esso da sei tratti anche se in maniera diversa e in questo caso il triangolo diritto è la natura celeste e il triangolo rovesciato la natura terrestre mentre l'insieme simboleggia l'Uomo Universale che unendo in sé le due nature è appunto per questo il mediatore per eccellenza.
Altro simbolo estremo-orientale è quello della tartaruga.

Tratto da "La Grande Triade" di R. Guenon

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