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mercoledì 10 giugno 2015

Le "ombre" del cristianesimo


Nel 1° secolo della nostra Era, in un mondo rimasto a corto di cronache di guerra, improvvisamente circolò un evangelos, una buona notizia: Dio si è fatto uomo e il Dio uomo,  Cristo Gesù,  è morto ed è risorto.
Il Vangelo della morte e risurrezione del Dio-uomo fu diffuso dagli apostoli,  dagli inviati da Cristo stesso e da una massa anonima di fratelli che per primi avevano ascoltato il loro annuncio.
I cristiani erano per lo più aristocratici giramondo e schiavi al loro seguito,  o marinai e mercanti che battevano i porti del Mediterraneo,  oppure militari in continua trasferta.
Viaggiavano con gran facilità: l'Impero Romano garantiva mari sicuri, non avevano problema di lingua perché tutti erano bilingui...tutti parlavano il greco che era la koinè la lingua comune del Commonwealth romano.
I missionari cristiani raggiunsero le città portuali della Sicilia e del resto della Grande Grecia.
Qui le città costiere offrivano le condizioni più adatte all'impianto di comunità cristiane: stato economico elevato, presenza di piccole e grandi sinagoghe,  vivacità e curiosità culturale,  padronanza del greco o almeno diffuso bilinguismo.
In Italia meridionale però le testimonianze archeologiche relative ai primi anni del cristianesimo sono poche.
Non solo e non tanto a causa d'alluvioni, terremoti,  maremoti,  eruzioni vulcaniche,  guerre e invasioni: sono eventi comuni a tutto il mediterraneo anzi a tutto il mondo.
Costantinopoli non è meno soggetta di Messina a terremoti; ha subito assedi di Avari e Bulgari e saccheggi es devastazioni;  sin dal 1453 vi sventolò la bandiera dell'islam eppure santa Sofia è ancora in piedi.
In Italia Meridionale le testimonianze storiche sono state invece distorte o distrutte di proposito.
Le testimonianze romano - ortodosse dell'intera penisola sono poche perché volutamente distrutte.
A Ravenna per esempio la sontuosa basilica dell'Anàstasi fu abbattuta nel 1733 e poco dopo Felice Kiel 'corresse' i mosaici del Battistero degli Ortodossi: esso fu rappresentato nell'atto di battezzare Cristo alla latina.
Verso il 1510\21, il vescovo latino di Crotone, Antonio Lucifero fece abbattere a Capocolonna il santuario della Tuttasanta: era un sito sacro alla popolazione della Grande Grecia sin dal 6° secolo avanti Cristo;  pietre e marmi di quel tempio -consacrato secondo la tradizione da san Dionigi l'Ariopaghita- furono utilizzate per costruirci i palazzi di una nuova Crotone.
Quasi negli stessi anni, il vescovo latino d'Agrigento, Lorenzo Gioeni,  fece abbattere l'antica cattedrale della città, un edificio che risaliva al 5° secolo avanti Cristo: colonne e pietre furono trascinate a chilometri e chilometri di distanza dalla città verso il mare.
Bisognava disperdere e nascondere un ricordo della grecità agrigentina.
La storia della Chiesa ortodossa in Italia Meridionale è costellata da distruzioni volute; sin dai primi tempi della Francoazia è stata stravolta la toponomastica: dei nomi sono stati storpiati (Osteodi/Ustica o Kostantinia/ Cosenza), spesso mutati del tutto (Trikala/Caltabellotta) e l'Italia meridionale è costellata da località che portano il nome degli invasori (Francavilla, Francica, Barrafranca, Francoforte ecc allo stesso modo al culto dei santi ritenuti 'troppo greci' è stato sovrapposto quello di personalità della cristianità occidentale).
E portate a termine in virtù dello sciagurato Patto di Melfi, un concordato firmato a Melfi  di Potenza il 23 agosto 1059 tra i Normanni e Gerard de Chevronne (papa Nicola II), che sancì il futuro assetto dell'Italia Meridionale che stava per essere conquistata del tutto dagli invasori: Sardegna,  Sicilia e Grande Grecia sarebbero diventate 'feudo' dello Stato pontificio e le Chiese ortodosse sarebbero state sottoposte all'autorità del Papa-re; in cambio il papa di Roma Antica assegnava ai Normanni (quali delegati dell'apostolo Pietro) il diretto controllo delle terre conquistate.
Il Patto di Melfi servì da modello per l'assetto giuridico (civile ed ecclesiastico) di tutti gli altri territori dell'Impero Romano conquistati in seguito dai Crociati.
Sono scomparse così quasi tutte le prime testimonianze del cristianesimo in Sicilia e nel resto della Grande Grecia.
Vedi anche i post del tag:
Oltre la storia uffciale
Tratto da "Ombre della storia" di Antonio monaco

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