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venerdì 22 maggio 2015

Ouroboros e la figura di Cristo


Nell'osservazione di san Giovanni Crisostomo, Cristo fu il primo a bere il proprio stesso sangue (quando istituì l'Ultima Cena).
E Tertulliano afferma che il Signore si era rivestito di due lettere dell'alfabeto greco, l'A e l'Ω, ossia la prima e l'ultima, come segni dell'inizio e della fine, mostrando in tal modo che il lui si trova il decorso dal principio alla fine e il ritorno dalla fine al principio.
È sempre la stessa idea che si esprime con la massima efficacia nell'immagine dell'Ouroboros anche in campo ecclesiastico, corrisponde precisamente sotto ogni riguardo a ciò che gli alchimisti si sforzavano di esprimere con tale figura.
Questo è un simbolo pagano assai antico e non vi è motivo di supporre che l'idea della creatura che si autoproduce e che si uccide da sé medesima sia derivata dal mondo delle rappresentazioni cristiane.
È subito evidente l'analogia con Cristo che, come unico Dio, genera se stesso e volontariamente si offre in sacrificio e che, nel rito dell'Eucarestia, attraverso le parole della consacrazione, compie la propria immolazione.
L'idea dell'Ouroboros è ben più antica, e probabilmente risale anzitutto alla teologia egizia, ossia alla dottrina dell'homoousia del Dio-padre col figlio divino, il faraone.
Nella Cantilena di Ripley il mitologema dell'Ouroboros è tradotto in maniera inattesa e inusuale al femminile in cui è la madre che inghiotte se stessa, "divora la propria coda" oppure "ingravida se stessa".
La regina si trova in stato di gravidanza psichica: l'Anima è attivata, e invia i suoi contenuti alla coscienza.
Se i prodotti dell'Anima (sogni, fantasie, visioni, sinimi, casi fortuiti ecc..) vengono assimilati, digeriti e integrati, ciò produce benefici effetti sulla crescita e sullo sviluppo ("nutrimento") della psiche.
L'Anima diviene creativa allorché il vecchio re si rinnova in lei.
Dal punto di vista psicologico il re corrisponde alla coscienza, ma oltre a questo il re rappresenta anche una dominante della coscienza, ossia un principio generalmente riconosciuto, una convinzione collettiva o un punto di vista tradizionale.
Notoriamente tali sistemi e idee dominanti invecchiano e necessitano quindi di una "metamorfosi degli dei".
Vedi anche: Zolfo Drago Cristo

Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung



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