Follow by Email

mercoledì 20 maggio 2015

Il significato del Sale nell'alchimia


Il sale è come la cenere, un sinonimo dell'albedo: è la pietra bianca, il sole bianco, la luna piena, la fertile terra bianca, purificata e calcinata ecc..
Uno dei principali significati del sale è quello di anima, come sostanza bianca e in quanto "donna bianca", il sale cristallino, il sal magnesiae nostrae (per gli alchimisti la magnesia ha di norma il significato di sostanza arcana), è una "scintilla dell'anima del mondo".
Per Glauber il sale è femminile e corrisponde ad Eva (per Eva si intende l'elemento femminile racchiuso nell'uomo).
La Gloria mundi dice: "Il sale della terra è l'anima":
Da un lato, l'anima è quell'"aqua permanens che dissolve e coagula", la sostanza arcana che trasforma e al tempo stesso è trasformata, la natura che vince la natura.
Dall'altro lato essa è l'anima umana, imprigionata nel corpo come l'anima mundi lo è nella materia: essa è soggetta alle stesse trasformazioni del Lapis; morte, purificazione e infine liberazione.
È la "tintura" che "coagula tutte le sostanze e addirittura fissa sé stessa".
L'anima non è cosa terrena bensì trascendentale.
Come l'anima del mondo, così il sale pervade ogni cosa. Esso è praticamente dappertutto e adempie alle condizioni che si esige dalla sostanza arcana: che si trovi ovunque.
In una maniera pressoché perfetta esso rappresenta il principio femminile dell'Eros, che pone tutte le cose in relazione reciproca.
In quanto Anima e scintilla dell'anima mundi, il sale è per così dire la figlia dello spirito vegetativo della creazione.
Glauber stabilisce l'equazione Sal:Sol=A:Ω (Alfa-Omega), cosicché il sale diventa analogo della divinità.
Cristo è il sale è il Verbo che è generato dall'eternità per la nostra conservazione.
Cristo è il "sale soave e fisso della silente dolce eternità".
Quand'è salato da Cristo, il corpo è tinto (battezzato), è perciò incorruttibile.
Il parallelo tra Cristo e il sale è proprio della riflessione alchemica che fu resa possibile dall'equivalenza sal = sapientia.
Il sale "contiene allo stesso tempo l'elemento dell'acqua e quello del fuoco" e il paradosso è la base fondamentale per distinguere la divinità).
Nel sale si trovano stranamente alleati tra loro due elementi che si giurano inesorabile inimicizia: il sale infatti è tutto fuoco e tutt'acqua.
"Il principio spirituale è esteriorizzato per essere formato, generato ed esaltato mediante il connubio con il principio psichico. Gli gnostici di Ireneo dicono che sono il sale e la luce del mondo", l'unione del principio spirituale maschile con quello psichico femminile.
Gli alchimisti tentarono di dire a proposito del sale: esso è lo spirito, la trasmutazione del corpo in luce (albedo), la scintilla dell'anima mundi, imprigionata nell'oscuro abisso del mare e proprio lì generata come una luce dall'alto e come "progenie del femminile".
Chi abbia familiarità allo stesso tempo con lo spirito dell'alchimia e con le concezioni gnostiche non mancherà di rimanere ogni volta profondamente colpito dall'intima affinità esistente tra questi due ambiti.
Il sale, la sostanza arcana, la colomba bianca (lo spiritus sapientiae), la saggezza e la femminilità compaiono in un'unica figura. Khunrath riassume: "La nostra acqua non può essere prodotta senza il sale della sapienza, poiché essa stessa è il sale della sapienza, dicono i filosofi; è un fuoco, anzi un fuoco di sale, il vero menstruum vegetativum universale".
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

Nessun commento:

Posta un commento

Google+