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mercoledì 27 maggio 2015

Il dogma e gli archetipi


"Il dualismo nelle sue varie forme, è caratteristico di tutti coloro il cui orizzonte si arresta a certi limiti, fossero pure quelli dell'intero mondo manifestato, e che di conseguenza, non potendo risolvere quella dualità, che constatano in tutte le cose all'interno di questi limiti, col riportarla ad un principio superiore, la ritengono veramente irriducibile e sono perciò condotti alla negazione dell'Unità suprema che per essi è come se non esistesse"
R.Guenon

Il destino ultimo di ogni dogma è quello di essere a poco a poco svuotato della sua anima.
La vita creerà nuove forme e perciò, quando nel dogma scompare l'anima, necessariamente prende vita l'archetipo, che da sempre ha consentito all'uomo di dare espressione al mistero dell'anima.
Si badi che non si sta affermando che sia l'archetipo a produrre la figura divina.
L'archetipo psichico rappresenta la possibilità di cogliere e dare forma a ciò che ne è privo.
La forza a ciò necessaria ed estremamente importante, che mette in moto le possibilità archetipiche in un dato momento storico, non può essere spiegata a partire dall'archetipo stesso.
Si può solamente stabilire in base all'esperienza quale archetipo è diventato operativo, ma non si sarebbe mai potuto predire che esso doveva necessariamente fare la sua comparsa.
Chi, per esempio, avrebbe potuto logicamente prevedere che il profeta giudeo Gesù avrebbe fornito la risposta decisiva alla situazione spirituale del sincretismo ellenistico, oppure che l'immagine ancora sonnecchiante dell'Anthropos sarebbe stata da lui destata con un'efficacia tale da imporsi poi in tutto il mondo?
La limitatezza del sapere umano, che deve lasciare inesplicate così tante cose incomprensibili e meravigliose, non è in alcun modo svincolata dal compito di accostarsi alla comprensione di quelle rivelazioni dello spirito difficili da intendere, che si sono incarnate nel dogma; altrimenti si vedrà crescere minacciosamente il pericolo che alla luce del giorno il tesoro della conoscenza suprema, il quale è proprio nascosto nel dogma, svanisca come pallido fantasma e divenga solo la facile preda di tutti gli illuministi superficiali e dei piatti razionalisti.
Un grande passo avanti sarebbe compiuto se per lo meno una volta si accettasse di vedere a che punto la verità del dogma è profondamente ancorata nell'anima, la quale non è fatta dalla mano dell'uomo.
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung



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