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mercoledì 13 maggio 2015

Il conflitto interiore divenuto esteriore

La mia marcia "pacifica", ma non troppo, per smascherare la falsità New Age continua e continuerà fino a quando riuscirò a trovare ciò che indebitamente, arbitrariamente e in maniera del tutto fuorviante hanno estrapolato da fonti valide e mescolato nel loro pappone di "luce e bontà"...
Il loro messaggio di pace che invita tutti noi a sorridere al mondo, a ignorare ciò che di brutto accade si traduce a mio avviso in uno stato di negazionismo che non risolve alcunché.
Questo passo chiarisce il fatto, che sì, il conflitto è all'interno di noi ma che grazie al nostro conflitto non risolto abbiamo creato um "cancro" a livello mondiale.
Forse dovremmo chiederci se un giorno ci sarà soluzione, dal momento che la maggioranza degli esseri umani non comprenderanno mai determinati concetti dentro-fuori, forse, anzi sicuramente, non dovremmo ignorare le bruttezze del mondo per far entrare la "luce" ma, analizzarle e imparare a compredere noi stessi e i nostri conflitti interiori...
Qualcuno già ci riesce ma credo che sia la grande utopia mondiale che ogni essere umano accetti la propria anima.
Credo anche che solo in questo caso è colpa anche delle manipolazioni socio-psicologiche che il Sistema ha imparato molto bene a fare mediante il subliminale per far sì che sempre meno individui riescano a guardare dentro loro stessi anziché fuori....
Nell'AniMo Antico
Come nell'individuo la decadenza della dominante della coscienza è seguita da un'irruzione del caos lo stesso capita anche per le masse (guerre dei contadini, anabattisti, rivoluzione francese ecc...) e, mentre nel primo caso divampa la lotta tra tutti gli elementi, nel secondo si scatena il piacere di uccidere e l'ebbrezza del sangue.
Gli esseri umani incapaci di discernimento sono assai numerosi, in apparenza nessuno si accorge che quella verità espressa nel dogma si dissolve in una brumosa lontananza, e nessuno pare sentirne la mancanza.
L'uomo capace di discernimento sa e avverte che la propria anima è afflitta e inquieta per la perdita di una cosa che era l'essenza vitale dei suoi antenati.
L'uomo privo di discernimento non risente di alcuna mancanza e scopre soltanto attraverso i giornali (e dunque troppo tardi) sintomi allarmanti, che sono ormai divenuti "reali" nel mondo esteriore, perché in precedenza nessuno li aveva percepiti in sé stesso...
Se i sintomi sono ormai esternati sotto forma di insania socio-politica, allora non è più possibile convincere nessuno che il conflitto è presente nell'animo di ciascuno, perché ormai ognuno sa bene dove di trovi il nemico.
Quindi si verifica proprio quel conflitto, che nell'anima di chi è capace di discernimento rimane un fenomeno interno alla psiche, ma che sul piano della proiezione si trasforma in divisione politica e in violenza assassina.
Occorre che da tutti i pulpiti le autorità spieghino che ogni salvezza può unicamente provenire dall'esterno e che il senso dell'esistenza si trovi solo nella "comunità" e che l'anima dell'essere umano è priva di significato.
In tal modo si conduce l'essere umano dove la sua natura lo conduce fin troppo facilmente: nella terra dell'infanzia, dove si pongono esclusivamente pretese agli altri, e dove, se uno sbaglia, è sempre colpa degli altri.
Se un uomo non sa più la sua anima da cosa sia sostenuta, si accresce il potenziale dell'inconscio, e quest'ultimo prende il comando.
L'uomo è sopraffatto dai suoi desideri e mete illusorie prendono il posto delle immagini eterne e ne stimolano la cupidigia (ecco a cosa servono i messaggi subliminali che la società studia ad oc).
La bestialità predatrice si impadronisce dell'individuo e egli dimentica di essere uomo.
Allora soltanto chi si renderà conto che il conflitto gli appartiene e non se ne può sbarazzare attaccando gli altri e che se il destino gli farà carico di una colpa sarà una colpa che egli commette verso se stesso.
Da questo egli riconosce il valore della propria anima, dal fatto che nessuno può essere colpevole di nulla nei confronti di un altro.
Il conflitto proiettato all'esterno, per essere sanato deve ritornare nella psiche del singolo, da dove inconsciamente era nato.
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung
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