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mercoledì 15 aprile 2015

Pavone: il significato simbolico


Alla cauda pavonis corrisponde Iride, l'arcobaleno in quanto fenomeno cromatico, soggetto iconografico prediletto dalle stampe e dai manoscritti antichi.
Esso significa "omnes colores", ossia l'integrazione di tutte le qualità, un'illustrazione dell'Amphitheatrum sapientiae di Khunrath lo pone logicamente sulle due teste del Rebis, del quale esso rappresenta evidentemente l'unità.
È indicato come l'"uccello di Ermete" e come benedicta viriditas, epiteti che rimandano entrambi allo Spirito Santo.
La cauda pavonis viene anche chiamata "anima del mondo, natura, quintessenza, che fa germogliare tutte le cose".
Il verde è il colore predominante e quindi associato al pavone, colore che simboleggia anche lo Spirito Santo, la vita, la procreazione e la risurrezione.
Insieme alla fenice il pavone è l'antico simbolo cristiano della risurrezione.
In Dorneus il "corpo morto spirituale" è "l'uccello senz'ali" che "di trasforma nella testa di corvo e infine nella coda di pavone, per acquisire quindi le più candide piume di cigno e, alla fine, il rosso più rutilante, segno della sua natura ignea".
Questa frase contiene una chiara allusione alla fenice che, insieme al pavone, svolge un ruolo considerevole nell'alchmia, principalmente come sinonimo del Lapis.
La cauda pavonis annuncia la fine dell'Opus, allo stesso modo in cui Iride (l'arcobaleno) è la "messaggera di Dio".
Lo splendido gioco cromatico della ruota del pavone preannuncia l'imminente sintesi di tutti i colori, vale a dire di tutte le qualità e di tutti gli elementi, che sono uniti nella "rotondità" della pietra filosofale.
Nell'alchimia la comparsa della "coda di pavone" indica che si approssima il compimento dell'Opera, ossia la nascita filius regius.
Il pavone è l'uccello di Giunone, e Giunonia è uno dei tanti epiteti di Iride.
Come la regina madre o la madre degli dei garantisce il rinnovamento, così il pavone rinnova ogni anno le sue piume e si trova perciò in relazione con tutte le trasformazioni della natura.
Pincinelli per esempio afferma che il pavone -contrapposto al sole- significa l'"uomo giusto", il quale "anche se adorno dei colori di mille virtù", partecipa comunque "della maggior gloria della presenza divina"; allo stesso modo esso rappresenta l'uomo che "macchiatosi di ripetute colpe, risorge all'integrità dello spirito (ad animi integritatem)".
Il pavone esprime la  "bellezza interiore (venustas)" e la "perfezione dell'anima".
Merula afferma che il pavone vuota e distruggere un vaso contenente il veleno; un aspetto questo, che si può fondare sul significato alchemico del pavone: quest'ultimo, in effetti, consente e rappresenta la trasformazione del drago venefico nel farmaco salutare.
Il pavone simbolo del Sé e della sua capacità di garantire la rinascita, di cui proprio egli è l'emblema.
Secondo Sant'Agostino, la carne del pavone ha la peculiarità di non imputridire (anche quando il pavone è morto, la sua carne non imputridisce, né manda odore fetido, ma rimane come se fosse preparata con sostanze aromatiche), essa è come direbbero gli alchimisti un cibus immortalis, come i frutti dell'arbor philosophica.
Le sue uova sono utilizzate per la preparazione del color oro.
Il suo cervello serve a preparare un filtro d'amore, il suo sangue, se viene bevuto, scaccia i demoni e i suoi escrementi curano l'epilessia (Delatte).
In Cina l'analogia più prossima è costituita dal fluttering Chu-Niao, l'"uccello scarlatto"; esso ha cinque colori, vale a dire la totalità dei colori, cifra che corrisponde ai cinque elementi e alle cinque direzioni dello spazio.(trattato di Wei Po-yang del 142 d.C.).
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

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