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lunedì 9 marzo 2015

L'alchimia e il potere perturbante della Luna


"Bella tu sei,
amata mia, come Tirsa,
graziosa come Gerusalemme,
terribile come un esercito schierato.
Distogli i tuoi occhi da me,
perché essi mi affascinano.
Chi è costei che sorge come l'aurora,
bella come la luna,
splendente come il sole,
terribile come un esercito schierato?"
Cantico dei Cantici 4.4

"La dea è sia l'incantevole dispensatrice di amore e bellezza, sia anche, al tempo stesso, la bellicosa sterminatrice di uomini"
Ibid., p.9

La "sponsa" è perciò non solo amorevole e innocente, ma anche affascinante e terribile, come quel lato di Selene che è legato a Ecate.
Come quest'ultima, anch'essa è la Luna che tutto vede, un occhio onnisciente.
Come Ecate, la sponsa muove alla pazzia, invia l'epilessia e altre malattie.
Il suo campo specifico è la malia d'amore, la magia in genere, nella quale hanno una parte importante la luna nuova, la luna piena e l'eclissi lunare
.
Gli animali che le sono assegnati sono il cervo, leone e gallo che sono anche i simboli del suo partner maschile nell'alchimia.
In quanto Persefone (ctonia) essa possiede dei cani (secondo Pitagora), ossia pianeti.
Nell'alchimia la luna stessa compare come la "cagna armena".
Il lato perturbante della luna ha un ruolo non irrilevante nella tradizione antica.
La sponsa è l'oscura luna nuova, nell'interpretazione cristiana è la Chiesa al momento dell'amplesso nuziale, nella Qabbalà essa è Israele, in quanto sposa del Signore, questa unione implica nello stesso tempo una ferita allo sponsus, Sol o Cristo che sia.
Quanto più la luna si avvicina al sole, tanto più essa si oscura sino a che, nella congiunzione della luna nuova, tutta la sua luce è svuotata in Cristo, il sole.
Questa aporia della luna, tanto più oscura, quanto più è vicina al sole, è un simbolo dell'ascesi cristiana: quando più l'uomo interiore si approssima al Sole, tanto più l'uomo esteriore viene 'annientato', mentre quello interiore cresce di giorno in giorno, ciò significa che Cristo muore come la Luna e che la sua vita viene 'celata con Cristo in Dio'.
Secondo Agostino:
La Chiesa (emblema esterno della cristianità) scomparirà nel Sole di Cristo, alla fine dei giorni 'donec interficiatur luna': nella risurrezione della carne è diventerà essa stessa 'Luna piena' anzi Sole stesso.
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung





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