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venerdì 20 marzo 2015

Il simbolo del cane



Al lato oscuro della luna allude il fatto che anticamente, nel cosiddetto "Grande papiro magico di Parigi", Selene venisse invocata come la cagna:
Inoltre si dice che ha la voce di un cane, nell'iliade Elena definisce sé stessa "cagna maligna e agghiacciante" e ancora le "cagne" sono le ancelle di Penelope, sfrontate e senza pudore.
Ancora nel "Grande papiro magico di Parigi" si afferma che, nella seconda ora del giorno, Helios appare sottoforma di cane.
Questo fatto è interamente quanto la symbolizatio (interpretazione simbolica mediante analogie e parallelismi) mediante il cane:
Nella storia dei simboli il cane si distingue per la sua ricchezza straordinaria di associazioni. 
Oltre al parallelo gnostico "Logos-canis", ne esiste anche uno cristiano, "Cristo-cane", espresso nella formula: "mite con gli eletti, terribile con i reprobi", ossia un "vero pastore".
Dice san Gregorio: "O quali altri sono chiamati cani di questo gregge, se non i santi dottori?".
Va ricordato che canis indicus, che sulla terra è un quadrupede, nell'acqua diventa un pesce. La sua capacità di mutare aspetto ne fa un'allegoria di san Paolo.
Orapollo (Geroglifico in Selecta hieroglyphica) sottolinea il potere di contagio del cane (rabbia e malinconia).
Per via del suo ricco contesto simbolico, il cane è sinonimo della sostanza di trasformazione.
Nell'Introitus apertus di Philaletha si mette in relazione la luna e il cane pericoloso, notturno e rabbioso che attua la propria metamorfosi in aquila al momento del plenilunio. Allora la sua natura tenebrosa svanisce e diventa animale solare.
Si suppone che il suo stato peggiore cada nel novilunio ossia nella fase di nigredo.
All'apparizione di Diana si accompagna necessariamente quella dell'animale da caccia, ossia il cane, che rappresenta proprio il suo lato oscuro.
L'oscurità si manifesta nel fatto che Diana è anche una dea di distruzione e morte, che scocca le frecce che non mancano mai il bersaglio.
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

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