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lunedì 23 febbraio 2015

La tradizione ermetica



La parola "ermetismo" indica essenzialmente una tradizione d'origine egizia, successivamente rivestita d'una forma ellenizzata, nell'epoca alessandrina, e sotto questa forma trasmessa, nel Medioevo, contemporaneamente al mondo islamico e al mondo cristiano e al secondo in gran parte per la mediazione del primo, come testimoniano i numerosi testi arabi o arabizzati, adottati dagli ermetisti europei, a cominciare proprio dalla parola "alchimia" (el-Kimia termine arabo nella forma ma non nella radice esso deriva dal nome di Kémi o "Terra nera" dato all'antico Egitto).
È illegittimo estendere questa designazione ad altre forme tradizionali, ciò non significa che non esistano forme equivalenti altrove, tanto è vero che questa scienza tradizionale che è l'alchimia presenta delle corrispondenze puntuali con alcune dottrine indù, tibetane, cinesi, sia pure con modi d'espressione e metodi di realizzazione naturalmente abbastanza diversi; tuttavia con il nome ermetismo si specifica con esso una forma nettamente determinata, la cui provenienza è soltanto greco-egiziana.
La dottrina si ricollega direttamente ad Ermete considerato dai Greci identico al Thoth egiziano, Thoth nella veste di custode e continuatore della tradizione, non è altro che l'immagine medesima dell'antico sacerdozio egiziano o piuttosto per essere più precisi, del principio da cui esso traeva la sua autorità e in nome del quale formulava e comunicava la conoscenza iniziatica.
L'ermetismo non è una conoscenza d'ordine propriamente metafisico, bensì soltanto cosmologico (nella duplice applicazione "macrocosmica" e "microcosmica") non è dunque ammissibile che l'ermetismo rappresenti l'intera trazione egizia.
Questa parte della tradizione egizia ha potuto trovarsi in qualche modo isolata e conservarsi apparentemente autonoma, per poi incorporarsi nell'esoterismo islamico e in quello cristiano del Medioevo (ciò non sarebbe stato possibile per una dottrina completa).
L'alchimia che si potrebbe definire la "tecnica", per così dire, dell'ermetismo, è realmente un'"arte regale", se con tale espressione si intende una modalità dell'iniziazione.
È criticabile l'assimilazione fra l'ermetismo e la magia, quando si parla di magia si pensa a una scienza destinata a provocare fenomeni più o meno straordinari, segnatamente ma non esclusivamente, nell'ordine sensibile; qualunque possa essere stata l'origine della parola, questo significato si è talmente compenetrato con essa, che conviene lasciarglielo.
Si tratterà allora della più bassa fra tutte le applicazioni della conoscenza tradizionale, potremmo dire addirittura la più disprezzata, l'esercizio della quale viene lasciato a coloro i quali, a causa delle loro limitazioni individuali, sono incapaci di sviluppare altre possibilità.
Tratto da "Forme tradizionali e cicli cosmici" R.Guenon

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