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venerdì 2 gennaio 2015

Legge di Reazione


Ciascun essere nelle sue parti e nella sua totalità parzialmente e totalmente reagisce agli stimoli che generano spostamento, squilibrio, disordine ed agendo in senso contrario si rimette, si riequilibra, si riordina con una speciale funzione, che vien chiamata reazione.
Funzioni e vita sarebbero permanentemente compromesse se a questi opposti stimoli ed agenti non si opponesse una pronta e continua reazione che con contrarie funzioni sollecitamente e permanentemente compensandone ed elidendone gli effetti, non ristabilisse l'equilibrio.
È provato il fatto che l'evoluzione individuale cresce col crescere delle contrarie resistenze spontanee o procurate (allenamento).
Chi ignora questa legge, col tentativo di carpire direttamente subisce, per la  reazione che provoca, il contrario: mentre il sapiente, agendo indirettamente e similmente a ciò che vuole evitare, anziché peggiorare, come sembrerebbe, ottiene, invece, come effetto della provocata reazione, l'opposto di quello che ha fatto, che è precisamente il desiderato.
Come il corpo così anche lo spirito con l'esporsi alle amarezze ed alle tribolazioni, si corrobora tanto, da raggiungere quella straordinaria e superiore evoluzione che si constata in tanti spirituali i quali conservano la loro stupefacente, imperturbabile e serena eguaglianza di spirito nelle più gravi avversità e tribolazioni, perfino nei pericoli di vita, come un Epiteto, un Socrate e tanti martiri, quantunque vittime pure meravigliosamente superiori alla cieca e brutale umana ignoranza.
È anche vero che le tempestive e violente costrizioni e repressioni di strette astinenze e di gravi imposizioni di lungo digiuno, di perfetta reclusione, di assoluto silenzio, spesso, per reazione, provocano insaziabile cupidigia e sbrigliata intemperanza.
In sé stessi e negli altri bisogna evitare di provocare reazioni demolitive con brusca o violenta repressione o imposizione, o col voler violentemente strappare o ficcare; ma bisogna studiarsi di stimolare e di provocare benefiche reazioni evolutive, rimuovendo per gradi e progressivamente il cattivo, col considerarne le deleterie conseguenze. Così appunto, evitando le contrarie e provocando le favorevoli reazioni, s'impedisce l'involuzione e si favorisce l'evoluzione.
Lo spirituale con la sua sapienza, deliziandosi nelle amarezze del Giobbe e nei dolori del Cristo, con la salutare e possente reazione che provoca nello spirito, lo corrobora, lo eleva e lo evolve tanto da conseguire una stabile, effettiva, crescente felicitá.
Tratto da "Tecnica dell'Evoluzione Spirituale e Divina dell'Uomo" dr. C. Migliore 1913

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