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venerdì 2 gennaio 2015

Legge Analogica


La legge analogica è per la spiritualità luce primordiale e chiave primitiva per lumeggiare e aprire gl'ignoti, invisibili e reconditi abissi delle iperfisiche entità, ed evocarle alla particolare vita ed alla specifica estrinsecazione dell'uomo.
L'entità fisica e l'entità spirituale che, compenetrandosi, costituiscono tanto il basso Universo, quanto l'inferiore natura dell'uomo, esplicando, la loro vita e le loro funzioni sinergicamente ed armonicamente, concorrono alle svariate funzioni ed alle molteplici manifestazioni generali e speciali dell'universale e anche della particolare vita.
Quindi l'atomo, la cellula, l'organismo, il mondo e l'Universo, nel singolo e nel complesso, nel particolare e nel generale, nel denso e nel sottile, sono regolati da analoghe leggi consone ed armoniche, donde deriva che, per le stesse ragioni di sinergia e di consonanza, simili ed armoniche tra di loro sono pure tanto le leggi che regolano i costituenti del denso piano fisico animato, quanto quelle che regolano la sottilissima entità spirituale animante.
Per legge analogica si intende, appunto, quella legge per la quale, in condizioni uguali, simili ed analoghe, il rispettivo risultato è uguale, simile ed analogo tanto nelle parti, quanto nel tutto ed anche nel complesso, come pure le diverse entità che si compenetrano.
Oltre la prova scientifica e sperimentale, anche i  l'esposizione dei testi sacri in similitudini e in parabole, fornisce la dogmatica conferma della verità della legge analogica.
Le parabole e le analogie si adattano perfettamente alla natura ed alle funzioni di entità che hanno simili leggi.
E così l'invisibile analogamente può essere esposto in parabole e in similitudini per cui, prima ancora della diretta percezione, può acquistarsene quella superiore conoscenza, così feconda di evolutivo risultato.
Concludendo, quindi, con la legge analogica del cognito visibile si conosce e si arguisce l'incognito invisibile.
Dal simile visibile si riconosce l'altro simile non ancora visibile, in ordine superiore e spirituale si può formulare: dal visibile manifestato si riconosce l'invisibile manifestante, essendo entrambi modalità e gradazioni diverse dell'unica vita, per cui la differenza è solamente apparente per la rispettiva densità dal visibile all'invisibile.
Si deve considerare il visibile come prodotto, manifestazione ed indice dell'invisibile, che si comporta come l'ombra col corpo.
Con questa legge, dal cieco brancolar da orbi nelle tenebre, progressivamente si consegue quella vista novella, che, eclissando la comune, l'ignoto ed oscuro invisibile conosce e percepisce come cognito e splendente visibile.
Tratto da "Tecnica dell'Evoluzione Spirituale e Divina dell'Uomo" dr. C. Migliore 1913

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