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mercoledì 14 gennaio 2015

Il vaso alchimistico, la figura femminile come simbolo della creazione


In te Cleopatra è celato tutto il terribile e meraviglioso mistero. Illuminaci, illustraci la natura degli elementi. Spiegaci come ciò che è superiore scenda verso l'inferiore, come l'inferiore salga verso il superiore, come il mediano si avvicina all'inferiore e al superiore, cosicché questi ultimi diventano una cosa sola rispetto al mediano; spiegaci come le acque benedette scorrono giù dall'alto a cercare i morti, che giacciono tutt'intorno, incatenati e oppressi nelle tenebre e nell'oscurità, nel cuore dell'Ade. E spiegaci come l'elisir di vita giunga a loro e li ridesti, traendoli dal loro sonno, per i loro signori e padroni.
L'assemblea dei filosofi dice a Cleopatra, loro maestra, che in lei, in questa donna alchimista, è racchiuso il terribile segreto. I testi e le incisioni ci mostrano la coppia alchemica, l'artista e la sua soror, uniti nella loro ricerca.
Ma la soror è anche l'Anima dell'alchimista uomo. Così appare chiaro il senso di questa proiezione.
Il segreto della creazione e quello del suo rinnovamento, è nascosto in una figura femminile, in questo caso la saggia Cleopatra. 
Analogamente, all'inizio di diversi miti di creazione appare una figura femminile, una donna gravida dell'intero universo.
In questo testo alchimistico troviamo la figura mistica femminile che racchiude tutto il segreto dell'arte e della creazione e poiché non si tratta di una creazione materiale, l'idea assume una sfumatura spirituale della conoscenza del mistero.
Analogamente la Gerusalemme celeste è "pronta come una sposa adorna per il suo sposo".
Anche nel testo biblico il mistero della nuova creazione è legato a una figura femminile che si avvicina alla coniunctio.

Nell'Apocalisse questa "sposa adorna per il suo sposo" è identificata con la donna che porta la corona di dodici stelle e che dà alla luce un nuovo salvatore.
Poi il testo alchimistico descrive come tutti gli elementi si uniscono nel centro; tutti gli elementi confluiscono e si fondono nel centro: questo è il segreto.
Ed ecco emergere una nuova idea: mentre avviene questo fenomeno straordinario della condensazione di tutti gli elementi dispersi, l'elisir di vita penetra nel mondo inferiore dove giacciono i morti e li resuscita.
Questa condensazione che coincide con la resurrezione dei morti ci riporta al motivo del corpo glorioso.
Cleopatra risponde: "Le acque, penetrano, ridestano i corpi e gli spiriti, che giacciono prigionieri e privi di forze... A poco a poco essi si muovono e si alzano, rivestendosi di mille colori, stupendi come i fiori  primaverili. La primavera è lieta e gioiosa della fiorente pienezza che sboccia in loro...
Quando prendete dai loro luoghi le piante, gli elementi, le pietre, essi sembrano belli, ma non lo sono; lo diventano soltanto dopo essere stati sottoposti alla prova del fuoco. Solo quando avranno ricevuto la gloria che viene dal fuoco e il colore splendido che ne risulta, allora si manifesterà la loro gloria nascosta, la bellezza tanto ricercata, il che avviene quando la materia viene trasformata dal fuoco in sostanza divina".
I corpi originali dalla materia nella sua forma primigenia, bella solo in apparenza, con la prova del fuoco ( il sole spirituale) tramutano e si ottiene una sostanza che racchiude una gloria spirituale nascosta, che il testo definisce addirittura divina.
Quel che produce la condensazione dei diversi materiali è dunque un corpo divino, un corpo trasformato fino ad assumere natura divina.
In un testo alchemico intitolato Aurora consurgens, che fu attribuito a Tommaso d'Aquino, l'autore offre una descrizione estatica dell'apparizione di una donna che scende verso di lui dall'alto del cielo, che egli chiama Sapientia, la Saggezza di Dio, e che secondo lui, è nello stesso tempo la conoscenza mistica dell'alchimia. Nel capitolo precedente a questo egli identifica la pietra filosofale con la Gerusalemme celeste.
Ritroviamo l'idea che emerge dall'Apocalisse: la Gerusalemme celeste, figura divina femminile personificata come la Sapientia Dei, è identica all'alchimia e al suo frutto: la Gerusalemme celeste e lav pietra filosofale sono un'unica e identica realtà.
Tratto da "I miti di creazione" di Marie-Louise vo Franz

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