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venerdì 30 gennaio 2015

Il bene e il male


(Il bene e il male) fanno parte fatalmente del dramma degli opposti, così come l'ombra fa parte della luce.
Ma la ragione non può trarre da questo una comoda ricetta, poiché il fatto che esso (il male) sia inevitabile non diminuisce per nulla il (suo) carattere...come anche il merito del bene.
Il segno negativo resta tale e quale e, come sempre, ogni colpa richiede vendetta.
"All'ingiustizia segue il male" cit.: una verità banale che si dimentica sempre e volentieri.
Il male non può essere eliminato definitivamente; è una componente inevitabile della vita, e non è senza conseguenze, bensì dev'essere pagato direttamente o indirettamente.
Il ladro che la polizia non arresta ha però derubato se stesso; l'assassino si è impiccato cone sue stesse mani.
Il progressivo aumento dell'intuizione psicologica impedisce sempre più la proiezione dell'Ombra, e questa crescita di coscienza conduce logicamente al problema dell'unione degli opposti, poiché si comprende anzitutto che non si può proiettare la propria Ombra sugli altri e che di conseguenza, non ci sono vantaggi nell'insistere sulla colpa degli altri; è più importante invece conoscere e possedere la propria colpa poiché essa è una parte del proprio Sé....
È risaputo che il male si rivela persino molto seducente soprattutto quando si presenta travestito da ideale.
L'idea che il bene e il male siano delle potenze spirituali esteriori, nel cui scontro l'uomo si trova implicato, è più agevole da tollerare, mentre è più difficile intuire che gli opposti sono essenzialmente delle condizioni ineliminabili e indispensabili della nostra vita psichica...
Persino una vita consacrata a Dio viene vissuta da un Io, che di fronte a Dio parla di un Io e sostiene un Io e che non ricade immediatamente nella divinità, ma si riserva una libertà e una volontà che lo pongono in una certa misura al di fuori della divinità.
Soltanto mediante l'autoaffermazione ci si assicura la propria libertà di scelta, così come fece Lucifero.
Ogni distinzione da Dio è allontanamento, estraniazione, caduta.
Già in Paradiso il peccato originale era inevitabile.
La contrapposizione all'essenza del male non è costituita dalla fedeltà alla legge, ma piuttosto dall'amore e dal bene.
La malignitas dell'uomo collettivo si è manifestata nel nostro tempo in maniera ben più terrificante che nella storia del passato, ed è su questo metro obbiettivo che vanno misurate le colpe più gravi e quelle più lievi.
Ci occorre infatti maggiore sottigliezza casistica, perché da molto tempo non si tratta più di estirpare il male, bensì di sostituire un male maggiore con uno minore.
Non ci si sottrae al conflitto neppure con la negazione dei valori morali. Un pensiero di questo genere è  estraneo al nostro istinto e contrario alla natura. Ogni gruppo umano che non si trovi proprio in una prigione si muoverà a seconda del proprio grado di libertà, sulle vie alla quali è già da tempo avvezzo.
Quali che siano la definizione intellettuale del bene e del male e il valore che si attribuiscono loro, non è possibile eliminare questo contrasto, poiché nessuno lo può dimenticare.
Anche il cristiano che si sente redendo dal male si ricorderà che neppure San Paolo riuscì a liberarsi dalla sua "spina nella carne".
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

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