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giovedì 25 dicembre 2014

Il mistero del Natale e le facoltà di percezione dei pastori e dei magi d'Oriente


Volendo comprendere l'evento del Golgota nel senso del mistero di Natale, noi possiamo cercare in due direzioni:
Da un lato verso il cielo stellato con tutti i suoi segreti e dall'altro verso l'interiorità umana con tutti i suoi segreti.
Dal cielo stellato i magi dell'Oriente hanno saputo della venuta del Cristo Gesù sulla terra e dalla veggenza, che si sviluppa nell'interiorità umana, i poveri pastori sui campi hanno ricevuto l'annunzio del Salvatore.
Da queste due direzioni dalla quali giunge all'uomo ogni conoscenza,  dovrebbero anche arrivare la massima conoscenza del vero e proprio significato della Terra.
Dobbiamo guardare a quegli uomini, eccezionali anche per i tempi di allora, quali furono i magi dell'Oriente e i pastori sui campi; entrambi avevano conservato a modo loro ciò che per l'umanità in generale era più o meno sparito.
Le facoltà prenatali che si manifestano nei magi corrispondono più a un conoscere intellettuale, molto diverso da quello di oggi.
Ciò che agiva invece nei pastori corrisponde più al volere, e il volere rappresenta in pari tempo le forze di crescita nell'Universo.
I pastori furono legati con il loro volere all'essere del Cristo che si avvicina alla Terra.
Se anche belle Bibbie di oggi è espresso in maniera molto incompleta, pure si sente come il racconto dei magi dell'Oriente rifletteva la forma di conoscenza con cui i magi avvicinarono il mistero del Golgota.
Nel racconto dell'annuncio ai pastori che troviamo nel Vangelo, sentiamo che qui ci si riferisce alla volontà degli uomini, all'anima, all'intima sfera emozionale.
"Gloria a Dio nell'altro dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà"
Si sente lo scorrere della volontà nell'annuncio ai pastori. Se poi si sente la luminosità della conoscenza dei magi, si sente l'altro diversissimo modo.
Ci avviciniamo così al profondissimo significato di ciò che viene raccontato nel Nuovo Testamento in merito alla conoscenza dei magi e all'annuncio ai pastori, se cerchiamo di guardare profondamente nella conoscenza e nella  volontá umane, nella vita prima della nascita e dopo la morte.
È venuta alla superficie quella che prima era una conoscenza interiore che è comparsa in modo speciale nei pastori, mentre l'elemento esteriore, quello comparso ai magi è quello che risplende nelle immensità spaziali per percepire lo spirito; ciò che invece vive interiormente conduce alla veggenza che percepisce le profondità terrestri, però anche spirituali.
Tratto da "Là ricerca della nuova Iside, la divina Sofia" di Rudolf Stainer

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