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venerdì 7 novembre 2014

Significato di QABBALAH


La parola Quabbalah, in ebraico, non significa altro che "tradizione", nel senso più ampio.
Questo termine designa qualsivoglia tradizione, ma poiché appartiene alla lingua ebraica, è normale riservarlo alla sola tradizione ebraica o precisamente alla forma specificamente ebraica della tradizione.
Taluni pretendono di collegare il Talmud alla "Cabala", intesa in senso esoterico, mentre, di fatto, il Talmud appartiene si alla tradizione, ma solo nel senso exoterico, religioso, legale.
La radice QBL, in ebraico e in arabo, esprime essenzialmente il rapporto di due cose posta l'una di fronte all'altra; da qui procedono tutti i diversi significati delle parole derivate, come, ad esempio, quelli di incontro e anche di opposizione.
Risulta anche l'idea di un passaggio dall'uno all'altro dei termini contrapposti, per cui si hanno idee come quelle di ricevere, accogliere, accettare, che si esprimono nelle due lingue con il verbo qabal; e di là deriva direttamente qabbalah, che vuol dire propriamente "ciò che è ricevuto" o trasmesso (in latino traditum) dall'uno all'altro.
Il senso di questa radice indica un rapporto che può essere tanto simultaneo che successivo, tanto spaziale che temporale, questo spiega il duplice significato della preposizione qabal in ebraico e qabl in arabo, che vuol dire contemporaneamente "davanti" (cioè di fronte nello spazio) e "prima" (nel tempo).
L'idea è quella di una trasmissione regolare e ininterrotta, idea che, del resto, è anche quella espressa propriamente dalla parola stessa "tradizione".
Questa trasmissione costituisce la "catena" (shelsheleth in ebraico, silsilah in arabo) che congiunge il presente al passato e che deve perpetuarsi dal presente all'avvenire.
È la "catena della tradizione" o la "catena iniziatica".
Inoltre essa determina una direzione che attraverso la successione dei tempi, orienta il ciclo verso la sua fine è lo ricongiunge all'origine, e che prolungandosi anche al di là di questi due punti estremi, per il fatto che il suo principio è atemporale e "non umano" lo ricollega armonicamente agli altri cicli.
In tal modo concorre a formare con questi una catena più estesa denominata in alcune tradizioni orientali "catena dei mondi", dove finisce per integrarsi gradualmente tutta l'origine della manifestazione universale.
Tratto da "Forme tradizionali e cicli cosmici" R.Guenon

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