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sabato 15 novembre 2014

L'unicità della vita universale e le sue svariate manifestazioni


L'essenza divina irradia l'entità spirituale, la quale a tutto e a tutti infonde l'infinita e fondamentale vita universale.
Come l'identico sangue, secondo la specifica natura di ciascun organo, fornisce loro vita specifica e speciale funzioni, così, a seconda della rispettiva natura individuale di ciascun essere, l'universale vita forma l'infinita e sorprendente varietà di esseri, dai quali risulta anche costituita.
Come nei diversi organi sembra differente essenzialità di vita la specializzata esplicazione dell'unica vita generale.
L'unica vita universale è simultaneamente doppia e in doppio aspetto: universale, cioè del tutto, e particolare, cioè del singolo: come universale vita è unica, continua e indivisa ma simultaneamente molteplice e svariata nelle diverse, varie e infine vite particolari, che sono molteplici manifestazioni dell'unica vita.
La divisione e la separazione sono solo apparenti illusioni della limitata e superficiale percezione dell'osservatore, incapace di vedere nell'apparente multiplo le diverse e svariate manifestazioni della reale e semplice unità della fondamentale vita infinita ed eterna.
Come nel tutto la vita è indivisa e unità e le parti sono in rapporto con esso come gli organi con l'organismo e l'organismo con gli organi.
Dio non è una figura esteriore ma è simultaneamente creatore e creato formato dalle varie esistenze.
Come gli organi non si possono separare dall'organismo e l'organismo dagli organi, così le parti non possono essere separate dal Tutto e il Tutto dalle parti.
La particolare vita di ciascun essere, frammentaria e limitata manifestazione dell'universale vita, va considerata nel doppio aspetto, come manifestazione sintetica della vita universale e come realizzazione ed estrinsecazione di vita particolare individuale, integrante parte del tutto.
Le vite quindi sono simultanee e sinergiche l'una dell'altra per quanto apparentemente diverse: per cui la totale vita e le individuali non sono singolarmente ed isolatamente replicabili.
Come la vita del corpo è la risultante della vita delle cellule, e la vita delle cellule è la risultante della vita del corpo, così l'Universo è in indentico rapporto con le sue parti.
Come in un caleidoscopio per il rimescolio appare diverso l'identico, così per le continue trasformazioni e trasmutazioni, appare diversa e distinta l'unica e  sola vita fondamentale.
Ecco sfumata l'illusione del diviso quale fonte nefasta di limitazione, di separazioni e di guerre.
Ciascuno è un centro di sintesi e d'irradiazione della vita universale, per cui bisogna trapassare le limitazioni ed espandersi nella vita universale indivisa, manifestazione dell'Uno e che nell'Uno si estrinseca.
Accordandosi a questo principio si trova l'armonia con il Tutto.
Perciò è tanto biasimevole il combattere gli altri ed è tanto raccomandato amare indistintamente tutti.
Nel sublime accordo con la vita universale, l'uomo sente sé stesso come in tutte le cose, e come se tutte le cose si estrinsecassero in lui, o più chiaramente, divenendo con tutte le cose emanazione dell'uno si sente parte integrante della vita, e perciò si libera da ogni avversione per qualsiasi creatura ed acquista l'universale amore per ciascuna cosa.
Ecco perché i veri Maestri tanto insistono sulla necessità di liberarsi da qualsiasi avversione e di armonizzarsi nell'universale amore indistinto per tutto e per tutti; infatti amare significa purificarsi dall'egoismo, sollevarsi ed espandersi nella sublime vita universale, nella quale l'uomo realmente diviene felice nel sentirsi integrante parte dell'Uno e uno col Tutto.
Tratto da "Tecnica dell'Evoluzione Spirituale dell'Uomo" del Dr.Carlo Migliore anno 1913

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