Follow by Email

venerdì 17 ottobre 2014

Personalità creative


Certe persone creative dotate di una coscienza dell'Io forte, solida, hanno generalmente bisogno di uno sconvolgimento esterno o interno, di una depressione o addirittura di una malattia per entrare in uno stato che consenta loro di creare.
Vi sono due tipi di personalità creativa: una è comune soprattutto fra gli artisti.
Gli individui di questo tipo vivono quasi sempre in uno stato di abaissement du niveau mental, in contatto con l'inconscio. Conducono un'esistenza anticonformista, rispettando poco le regole sociali della collettività.
Sono continuamente aperti a nuove ispirazioni.
Ma esiste un altro tipo di personalità creativa che, nonostante il suo talento, è riuscita ad adattarsi e a conformarsi alla collettività e si è costruita una forte coscienza dell'Io.
In genere queste persone hanno bisogno periodicamente, di un'esperienza sconvolgente per essere di nuovo in grado di creare.
Ciò è inevitabile, ma, se ne sono consapevoli, appena si manifestano i primi sintomi di una depressione creativa si muovono in quella direzione, rendendosi conto che qualcosa sta di nuovo emergendo: così possono difendersi dall'attacco imminente dell'Ombra e dell'inconscio andandogli incontro.
Non è un caso, per esempio, che Jung abbia scritto Risposta a Giobbe, mentre era a letto con una febbre molto alta: terminato il manoscritto si alzò in perfetta salute.
Beethoven e Goethe sono rappresentati tipici di questi due tipi di personalità creativa; Beethoven viveva costantemente in uno stato psichico vicino all'inconscio, mentre Goethe aveva sempre bisogno di innamorarsi e della crisi che ne derivava, per poter comporre una nuova opera.
Uno dei tiri principali che l'inconscio gioca a un uomo è quello di far venire meno l'eccessivo consolidamento della coscienza, aprendovi un varco grazie, il più delle volte, all'Anima. 
Fin dall'inizio la dualità è presente: da un lato la tendenza a una coscienza ordinata e dall'altro la tendenza altrettanto fondamentale alla posizione opposta, rappresentata spesso da un essere semianimale che obbedisce alle emozioni, ai cambiamenti d'umore e alle perturbazioni del momento. Tutte e due appaiono conteporaneamente, come un duplice movimento di nascita della coscienza. Quando stendete un braccio, mettete in azione due gruppi di muscoli, uno che si contrae e l'altro che fa il movimento opposto.
Vedi  anche Jung e la nevrosi come crescita spirituale
Tratto da "i miti di creazione" di Marie-Louise von Franz

Nessun commento:

Posta un commento

Google+