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mercoledì 22 ottobre 2014

Creatività: dall'alto in basso e dal basso in alto


L'idea che ogni cosa abbia la sua replica o piuttosto il suo modello nel cielo si ritrova in numerose civiltà: uno degli esempi più noti è la filosofia platonica, dove essa ha assunto una forma più astratta.
Quando si fa qualcosa di creativo nella realtà, non era che la replica, il secondo modello di qualcosa la cui realtà si trova nell'aldilà e lì rimane.
Con questa idea che spesso si manifesta con le ispirazioni, si può pensare che analogamente, mediante esperienze oniriche gli Indiani abbiano elaborato la loro tradizione.
Dal punto di vista psicologico la creatività è un evento autonomo improvviso che nasce dall'inconscio collettivo, senza alcuna causa esterna: l'ipotesi junghiana dell'autonomia creativa dell'inconscio.
Jung giunse alla conclusione che l'inconscio non è soltanto un sistema di risposte che reagisce a situazioni esterne, a pensieri e rappresentazioni consce, ma che esso stesso può produrre qualcosa di nuovo in autonomia (Per esempio attraverso i sogni sconvolgenti in un periodo di vita tranquillo).
Questo movimento sale a poco a poco alla coscienza, manifestandosi come un'esigenza di cambiamento o un ampliamento di coscienza, o sottoforma di un impulso creativo.
Dall'inconscio può scaturire improvvisamente un nuovo impulso, che non possiamo spiegare come una reazione a qualcosa, se non, forse alla noia! Si può supporre che, quando la vita è troppo univoca, si formi da qualche parte una certa accumulazione dell'energia che ricade nell'inconscio e produce questa reazione.
Tutto avviene come se ci fosse realmente uno spiritus creator nell'inconscio, che si manifesta in questa forma, evocando nuove possibilità.
È come se misteriosamente quel che si trova in alto si trovasse anche in basso, o per lo meno come se si volesse suggerire che alto e basso, basso e alto sono collegati.
Già la filosofia greca, e in seguito lo gnosticismo e la tradizione medievale attribuivano alla psiche umana una posizione intermedia tra gli opposti, un fenomeno intermedio tra lo spirito e il corpo, fra il cielo e la terra.
È importante riconoscere la differenza qualitativa tra quel che significa una creazione proveniente dal basso e una dall'alto.
Se si incontra in un sogno un motivo di creazione attraverso l'emersione, ci si dovrà aspettare qualcosa di diverso da quel che si avrebbe se la creazione fosse descritta come se fosse proveniente dal Cielo.
Ci si può aspettare con relativa certezza  che essa assuma la forma di un'idea con una forte carica emotiva, come un'illuminazione, una nuova presa di coscienza.
Se un contenuto proviene dall'alto assume soprattutto forma emotiva.
Un processo creativo (contenuto dal basso) che comincia in un sogno sottoforma di un'emersione dalle profonditá si traduce invece in un atto concreto, un'iniziativa di cui solo successivamente il sognatore comprenderà il senso simbolico.
L'atto creativo proveniente dal basso, induce a produrre fisicamente qualcosa che solo molto tempo dopo manifesterà il suo effetto simbolico sulla vita di chi lo ha compiuto.
Quindi mai reprimere un desiderio creativo tranne nei casi in cui l'azione sarebbe pericolosa o dannosa per sé o per gli altri.
Quando invece nei sogni la creazione viene dall'alto, si potrebbe avere un'inflazione di spiritualità che lo indurrebbe a credere di dover comunicare al mondo intero la grande illuminazione che ha appena ricevuto.
Bisogna accogliere gli elementi che l'illuminazione ci dà ed elaborarli facendosi guidare da successivi elementi che dall'alto ci chiariranno la strada da percorrere.
Una costellazione archetipica può suscitare sintomi somatici se manca un'apertura mentale, è indispensabile una certa elasticità per cogliere una rivelazione dell'inconscio.
Tratto da "I miti di creazione". Marie-Louise von Franz

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