Follow by Email

mercoledì 29 ottobre 2014

Miti della creazione: creazione per caso


Lo stato d'animo che porta alla presa di coscienza della realtà è simile all'emergere da uno stato di incoscienza.
È come se la realtà esterna prendesse vita man mano che se ne diventa consapevole.
La creazione attraverso un atto casuale è un fenomeno estremamente importante nella sfera dei processi creativi inconsci.
Quando cercate, per esempio, di disegnare o di dipingere, vi succede spesso di fare una macchia vostro malgrado, come se il pennello diventasse un oggetto animato e si burlasse di voi.
Se accogliete di buon grado questo inconveniente, scoprirete presto che quella macchia ha un volto, oppure l'incorporerete in una nuova figura per dissimularla, ottenendo così un'immagine diversa da quella che avete in mente.
Se si conosce bene un arte o una tecnica, si è meglio in grado di escludere le casuali interferenze perturbanti dell'inconscio. Se non sapete dipingere e vi capita un inconveniente, dopo esservi dati tanto da fare e aver magari lavorato per tre ore, l'affetto sale in voi e l'inconscio si manifesta (fare cose nuove che non rientrano in schemi ripetitivi di vita).
Perciò, talvolta può essere proficuo annaspare nell'oscurità, sentirsi smarriti, perché prioprio allora si costellano i processi creativi dell'inconscio.
Nella storia della civiltà numerose scoperte sono state realizzate per caso: giocando con un oggetto.
Shiller affermò addirittura che l'uomo raggiunge il suo più alto livello di umanità quando gioca, quando agisce senza un piano, senza un fine cosciente: è da quel punto che raggiunge un livello di umanità cosciente in grado di creare civiltà.
Soltanto allora l'essere umano ha un'apertura mentale sufficiente ad accogliere l'elemento nuovo e a lasciare che le cose accadano.
Molte sono le personalità creative che ritrovano la loro creatività solo quando sono sopraffatte da una terribile depressione.
Hanno una coscienza dell'Io così forte e così strutturata che l'inconscio deve ricorrere a mezzi brutali per spezzare la loro resistenza e far sì che si lascino andare (ad esempio con un gioco).
Lo scopo finale segreto di una depressione è come chiarisce la parola stessa quello di "deprimere", di abbassare la soglia della coscienza per permettere ai processi inconsci di manifestarsi senza alcun impedimento.
Ecco perché l'oscurità -la nigredo degli alchimisti- è il simbolo di un processo che si può osservare ogniqualvolta un importante slancio creativo cerca di venire alla luce.
Tratto da "I miti della creazione" di Marie-Louise von Franz.

Nessun commento:

Posta un commento

Google+