Follow by Email

lunedì 25 agosto 2014

Nietzsche: la fantasia

«Senza mito però ogni civiltà perde la sua sana creativa forza di natura: solo un orizzonte delimitato da miti può chiudere in unità tutto un movimento di civiltà...
Le immagini del mito devono essere i demonici custodi, inosservati e onnipresenti, sotto la cui vigilanza cresce l'anima giovane e dai cui segni l'uomo interpreta la propria vita e le proprie lotte»
L'originalità umana si manifesta soprattutto nell'irruzione della fantasia nella vita. La creazione di un universo immaginario e il manifestarsi favoloso dei miti nascono dal mistero dell'esistenza.
Il mistero si offre alla fantasia fa parte della sua essenza. È manifestazione della nostra creatività, grazie ad essa il nostro essere sconosciuto, le nostre potenzialità di vita, il nostro talento nascosto entrano con forza nello spazio del quotidiano e spezzano la monotonia di ogni giorno.
La fantasia è la regione intermedia che separa l'uomo dal mondo: è una regione piena di gioia, di meraviglia, e di tranquillità. È il luogo senza tempo della nostra intimità, non è circondato di barriere o da limiti prestabiliti: è una costante e gioiosa apertura alla realtà.
Ci fa abitare il mondo con la coscienza del benessere, non più con quella dell'affanno e della preoccupazione.
La fantasia respingere le esperienze infelici e attira quelle felici, ci aiuta a creare e ad amare il nostro mondo.
Essa ha le sue radici nell'infanzia e si fissa nell'età adulta attraverso l'esperienza dello sguardo incantato del bambino  che trasforma ogni cosa in un gioco.
Proviamo a vivere questa normale esistenza con il  gioco della fantasia, coloriamola con le tonalità del mito: la nostra auto è ora un cavallo alato che galoppa tra le nuvole, l'ufficio è l'Olimpo, la dimora degli dei.
«O questi greci! Loro sì sapevano vivere; per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie, all' increspatura, alla scorza, adorare l'apparenza, credere a forme, suoni, parole, all'intero olimpo dell'apparenza! Questi greci erano superficiali per profondità! .....Adoratori delle forme, dei suoni, delle parole? Appunto perciò...artisti?»
La poesia della vita è un campo irrigato da cose che hanno in se stesse la loro meta. Se ci immaginiamo in esse, se ci sospendiamo desideri, progetti e aspettative, allora sentiamo in noi fluire la vita con spontaneità. Abbiamo così la sensazione di superare i nostri limiti e di accedere a quella dimensione dell'esistenza dove eternità e piacere di esistere si offrono di continuo in ogni istante vissuto. Dove superficialità e profondità si intrecciano senza collidere tra loro.
Tratto da: "Nietzsche filosofia e salute"

Nessun commento:

Posta un commento

Google+