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martedì 29 luglio 2014

La Voce del Silenzio (prima parte)

Frammento 1
La Voce del Silenzio
Prima che l'Anima possa vedere deve raggiungere l'Armonia interna, e gli occhi della carne devono essere resi ciechi a ogni illusione.
Prima che l'Anima possa udire, l'immagine (l'uomo) deve diventare sorda ai rumori come ai mormorii.
Prima che l'Anima possa comprendere e ricordare, deve essere unita a Colui che parla in Silenzio.
Poiché l'Anima udrà e ricorderà.
E allora all'interno dell'orecchio parlerà
LA VOCE DEL SILENZIO
Se la tua Anima sorride immersa nella Luce Solare della tua Vita, se la tua Anima canta entro la sua crisalide di carne e di materia, se la tua Anima piange entro il suo castello d'illusioni, se la tua Anima lotta per spezzare l'argenteo filo che la unisce al MAESTRO (Se superiore), sappi che la tua Anima è di questa terra (equivale all'Ego).
Questa terra è la stanza del Dolore, dove lungo il Sentiero delle dure prove sono sparse insidie per avvolgere il tuo Ego nell'illusione detta la «Grande Eresia» (la separazione dell'Anima o Sé dall'universale e infinito Sé Uno)
Per diventare conoscitore del SE' UNIVERSALE, devi prima essere il conoscitore del SE'.
I SAGGI non si attardano nei giardini dei sensi.
I SAGGI non curano le voci seduttrici dell'illusione.
Soffoca la voce della carne, non permettere che alcuna immagine di senso si ponga tra la sua voce e la tua, affinché le due possano fondersi in una.
Guardati affinché la tua Anima, abbagliata da uno splendore illusorio, non si attardi e non sia presa nella sua ingannevole luce.
Questa luce splende dalla gemma del Grande Incantatore. Essa affascina i sensi, acceca la mente  e lascia l'incauto come un rottame abbandonato.
La farfallina attratta dalla vivida fiamma della tua lampada notturna è condannata a perire nel viscido olio.
Se vuoi raggiungere la valle di Beatitudine, chiudi fortemente i tuoi sensi alla grande e funesta eresia della Separazione che ti allontana dalla pace.
Lascia che l'igneo potere (il Kundalini) si ritiri nel più intimo asilo, nella camera del cuore, nel soggiorno della Madre del Mondo.
Le pure linfe della vita eterna, chiare e cristalline, non possono mescolarsi con le correnti fangose del monsone.
La goccia di rugiada celeste, che brilla ai primi raggi del mattino  nel seno del loto, quando cade a terra diventa argilla; ecco, la perla è ora una stilla di fango.
Lotta con i tuoi pensieri impuri prima che essi giungano a dominarti.
Tu non potrai percorrere il Sentiero prima di esser diventato Sentiero stesso.
Tenda la tua Anima ad ogni grido di dolore, come il loto apre il suo cuore per bere il sole mattutino.
Il sole ardente non asciughi una sola lacrima di dolore, prima che tu stesso non l'abbia tersa dall'occhio del sofferente.
Queste lacrime, o tu dal cuore pieno di compassione, sono i rivi che irrigano i campi della carità imperitura.
Su questo suolo germoglia e sboccia il fiore di Buddha.
Non opporti al Karma, né alle immutabili leggi della Natura. Ma lotta soltanto contro il personale, il transitorio, l'evanescente e il perituro.
Aiuta la Natura e lavora con lei; e la Natura ti considererà uno dei suoi creatori e ti renderà obbedienza.
Allora ti mostrerà essa i mezzi e la via, la prima porta e la seconda, la terza e fino alla settima. E poi la meta; oltre la quale stanno, immerse nel solare splendore dello Spirito, glorie inespresse, non viste che dall'Occhio dell'Anima.
Tratto da 'Il libro dei precetti aurei' H.P.Blavatskij

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