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venerdì 9 maggio 2014

Il granello di senape

Lo jod nel cuore è il Principio che risiede nel centro, sia dal punto di vista macrocosmico, nel 'Centro del Mondo' che è il 'Palazzo Santo' della Cabala, sia anche, dal punto di vista microcosmico, e almeno virtualmente, al centro di ogni essere, che è sempre simboleggiato dal cuore e nelle varie dottrine tradizionali è il punto di contatto con il Divino.
Lo jod ha senso di 'principio' ma anche di 'germe': il simbolo del cuore sotto questo aspetto si identifica con quello dell'Uovo del Mondo, e da germoglio, con il significato profondo di una delle più celebri parabole evangeliche, quella del grano di senape.
Il Principio divino, in quanto risiede al centro dell'essere, è spesso designato simbolicamente come l'Etere nel cuore: questo Etere (Akâsha) è la stessa cosa dell'Avir ebraico, dal cui mistero scaturisce la luce (Aor), che realizza l'estensione mediante il suo irradiamento all'estero e lo jod è il "punto nascosto divenuto manifesto".
Nei testi sacri indiani troviamo queste parole: «Questo Atmâ (lo Spirito divino), che risiede nel cuore, è più piccolo di un grano di riso, più piccolo di un grano d'orzo, più piccolo di un brano di senape, più piccolo di un brano di miglio, più piccolo del germe che è in un grano di miglio: questo Atmâ che risiede nel cuore è anche più grande della terra, più grande dell'atmosfera, più grande del cielo, più grande di tutti i mondi insieme» 
La parabola evangelica dice: «Il Regno dei Cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prende e semina nel proprio campo; questo granello è la più piccola di tutte le sementi, ma quando è cresciuto è più grande di tutti gli altri ortaggi, e diventa un albero, in modo che gli uccelli del cielo vengono a posarsi sui suoi rami».
Cristo dice: «Il Regno di Dio non viene in modo da colpire lo sguardo: non si dirà è qui, o è là; poiché il Regno di Dio è dentro di voi, Regnum Dei intra vos est».
L'azione divina si esercita sempre dall'interno e per questo essa non colpisce lo sguardo, dall'interno verso l'esterno, dal centro alla circonferenza, dal non-manifesto alla,manifestazione, di modo che il suo punto di partenza sfugge a tutte le facoltà che appartengono all'ordine sensibile o che ne procedono più o meno direttamente.
Il "Regno di Dio" come la "Casa di Dio" (Beith-El) si identifica con il centro, cioè con quel che vi è di più interiore in ogni essere.

Quindi è insieme quel che v'è di più piccolo e quel che v'è di più grande: quando di passa analogicamente dall'inferiore al superiore, dall'esterno all'interno, dal materiale allo spirituale, una simile analogia, per essere correttamente applicata, dev'essere intesa in senso inverso: così come l'immagine di un oggetto in uno specchio è rovesciata rispetto all'oggetto, ciò che è più grande o primo nell'ordine principiale è, almeno in apparenza, più piccolo e ultimo nell'ordine della manifestazione.
E così anche l'unità aritmetica è il più piccolo dei numeri, se la si considera situata nella loro molteplicitá, mentre è il più grande teoricamente, perché li contiene tutti virtualmente e produce tutta la loro serie con la sola ripetizione indefinita di sé stessa.
Lo jod è la più piccola della lettere dell'alfabeto ebraico, e tuttavia da esso derivano le forme di tutte le altre lettere.
Nel mondo superiore è il principio che contiene tutte le cose e nel mondo inferiore è il germe che è contento in tutte le cose:
Si tratta del punto di vista della trascendenza e di quello dell' immanenza, conciliati in un unica sintesi dell'armonia totale.
Questa unione perfetta è il vero avvento del Regno dei Cieli, venuto dal di dentro per schiudersi  al di fuori, nella pienezza dell'ordine universale, compimento di ogni manifestazione e restaurazione dell'integrità dello spirito primordiale.
È la venuta della 'Gerusalemme Celeste alla fine dei tempi'.

Fonte: "Simboli della scienza sacra" R.Guenon

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