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mercoledì 30 aprile 2014

L'Occhio che tutto vede

Uno dei simboli comuni al cristianesimo e alla massoneria è il triangolo nel quale è inscritto il Tetragramma ebraico, lo jod che a volte è sostituito da un occhio che viene designato come "Occhio che vede tutto".
Il triangolo occupa sempre una posizione centrale e in particolare viene situato tra il sole e la luna, quindi l'occhio contenuto al suo interno non dovrebbe essere rappresentato come destro o sinistro poiché ci sono il sole e la luna che corrispondono rispettivamente all'occhio destro e sinistro dell'Uomo Universale, quando quest'ultimo si identifica con il Macrocosmo.
Per essere corretto il simbolo dovrebbe rappresentare un terzo occhio quindi frontale, centrale.
Dal punto di vista del 'triplice tempo', la luna e l'occhio sinistro corrispondono al passato, il sole e l'occhio destro al futuro, il terzo occhio al presente, cioè all'istante indivisibile che fra passato e il futuro è come il riflesso dell'eternità nel tempo.
Il triangolo dritto si riferisce al Principio, quando è rovesciato per riflesso della manifestazione, lo sguardo dell'occhio che contiene appare in un certo modo diretto verso il basso, cioè dal Principio verso la manifestazione stessa e oltre al suo senso generale di onnipresenza esso assume il significato di Provvidenza.
La forma del triangolo rovesciato non è altro che lo schema geometrico del cuore  e quindi l'occhio che si trova al suo interno è allora propriamente l''Occhio del Cuore'.
E il simbolo analogo all'occhio è la ferita associabile al luz il germe dell'immortalità, che a sua volta si collega alla ferita del cuore di Cristo da cui sgorga il doppio getto di sangue e acqua che è in sé la fonte dell'immortalità e secondo la leggenda fu raccolto nel Graal da Giuseppe d'Arimatea: ricordiamo che la coppa è l'equivalente del cuore e tutti gli altri simboli schematizzati nel triangolo rovesciato.
Per quanto riguarda i simboli attinenti con il luz notiamo che la forma della mandorla (che è anche il significato della parola luz) o vesica piscis del Medioevo, evoca anche quella del terzo occhio: la figura del Cristo glorioso, nel suo interno, pare così identificarsi con il 'Purusha nell'occhio' della tradizione indù.
Cuore
Fonte "Simboli della Scienza sacra" R.Guènon

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