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lunedì 14 aprile 2014

Il Cuore

In un post precedente ho parlato della pioggia e della luce e delle rappresentanzioni del sole con i raggi alternati, gli stessi raggi si ritrovano anche in alcune rappresentazioni simboliche del cuore come ad esempio quello della Certosa di Saint-Denis d'Orques:
Questo cuore raggiante è posto al centro di due cerchi sui quali si trovano rispettivamente i pianeti e i segni zodiacali, il che lo caratterizza come Centro del Mondo sotto duplice aspetto del simbolismo spaziale e del simbolismo temporale, questa raffigurazione è evidentemente solare e il fatto che il sole, inteso in senso fisico, si trovi anch'esso sul cerchio dei pianeti dimostra bene come il cuore sia in rappresentanza del Sole Spirituale.
La ferita rappresenta sia  l''Occhio del cuore' la porta stretta dalla quale si accede all''altra parte', sia il 'germe avatarico (che abbiamo visto nel simbolo dell'uovo).
L'assimilazione del sole e del cuore si ha in quanto entrambi hanno un significato 'centrale' ed è cosa comune a tutte le dottrine dell'Oriente all'Occidente.
Il cuore è considerato, in ogni tradizione, innanzitutto come sede dell'intelligenza, intendendo quella pura nel senso universale, e non la ragione che ne è solo un riflesso nell'ordine individuale ed è riferita al cervello, il quale si trova nei confronti del cuore in rapporto analogo a quello della luna e del sole nel mondo.
Il nome d' "intelligenza del Mondo" che si da al sole risponde a quello di "Cuore del Mondo" fonte di luce eterna, il Sole è per questo ciò che il cuore è per l'essere animato.
Plutarco scrive che il Sole «con la forza di un cuore sparge e diffonde da sé calore e la luce come se fossero sangue e soffio»: se il soffio è riferito alla luce, il fatto è che esso è propriamente il simbolo dello spirito, che coincide essenzialmente con l'intelligenza, in quanto il sangue è evidentemente il veicolo del 'calore animatore', il che si riferisce in special modo alla funzione vitale del principio centro dell'essere.
Le rappresentazioni del cuore possono essere raggiante e fiammeggiante, quella raggiante è più antica e risale ad epoche che in cui l'intelligenza era ancora riferita tradizionalmente al cuore, mentre quella fiammeggiante si è diffusa soprattutto con le idee più moderne che riducono al cuore la sola corrispondenza del sentimento.
Questa deviazione è imputabile al razionalismo che pretende di affermare una pura e semplice identificazione fra l'intelligenza e la ragione e quindi non con l'intelletto trascendente che è legato al cuore.
È anche vero che il cuore in quanto centro dell'essere è il punto da cui scaturiscono tutte le modalità di quest'ultimo, compreso il sentimento e l'affettività ma rispettando i rapporti gerarchici l'intelletto è veramente la modalità centrale mentre le altre hanno carattare più o meno periferico.
Notiamo che la luce e il calore sono aspetti complementari del fuoco e sono in ragione inversa l'uno rispetto all'altra, si sa che una fiamma più è calda e meno è luminosa: come nell'uomo possiamo trovare un calore senza luce o una luce senza calore riferiti all'intelletto e al sentimento, ma nell'ordine dei principi, invece, i due aspetti si riuniscono e si congiungono indissolubilmente come tutti i complementari perché sono costitutivi di una stessa natura essenziale.
Il fuoco che si trova al centro dell'essere è sia luce sia calore, intelligenza e amore specificando che l'amore in questione è diverso dal sentimento quanto l'intelligenza è diversa dalla ragione.
In questo contesto l'applicazione tradizionale di amore non è limitata alla sfera exoterica e religiosa ma si estende anche a quella esoterica e iniziatica.
Ricordiamo il Vangelo di San Giovanni « Dio è Amore» ovviamente questa affermazione non intende un tipo di amore sentimentale e superficiale come lo s'intende oggi ma qualcosa di più sacro profondo che scaturisce soprattutto dalla luce dell'intelligenza.
Fonte "Simboli della Scienza sacra" R.Guenon


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