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venerdì 7 febbraio 2014

Il simbolismo delle Corna, Kronos-Saturno e Karneios

Dalla radice KRN deriva sia la parola Kronos che Karneios:
Nel senso di elevazione, il nome Kronos conviene perfettamente a Saturno, che corrisponde in effettialla più elevata delle sfere planetarie, il 'settimo cielo' o il Stya-Loka della tradizione Indù.
Per i pitagorici, Kronos e Rhea rappresentavano rispettivamente il Cielo e la Terra; l'idea di elevazione si ritrova dunque  anche in questa corrispondenza (è solo per assimilazione fonetica che i greci identificarono Kronos o saturno con Chronos il dio del Tempo, mentre i realtà le radici di questi due nomi sono diverse)
Non si deve considerare Saturno unicamente come una potenza malefica, come sembra si tenda a fare talvolta, esso è innanzitutto il reggente dell'età dell'oro, cioè del Sayat-Yuga o della prima fase del Manvantara, che coincide precisamente con il periodo iperboreo, e quindi esso si può identificare come il Dio degli iperborei:

Il mare che circonda l'isola di Ogigia, consacrata a  Karneios o a Kronos, era chiamato mare di Crono (Plutarco); Ogigia chiamata da Omero 'l'ombelico del Mondo' ( rappresentato più tardi dall'Omphalos di Delfi).
E' verosimile che l'aspetto malefico risulti dalla scomparsa stessa di tale mondo iperboreo; in virtù di un analogo 'rivolgimento' ogni 'Terra degli Dei', sede di un centro spirituale, diventa una 'Terra dei Morti' quando il centro scompare.
Ricordiamo che il simbolismo del sole presenta in se stesso due aspetti opposti, mortifero e vivificante, produttore e distruttore come per tutti i simboli delle armi che lo rappresentano: in greco la forma stessa del nome Apollon è assai vicina a quella di Apollyon il "distruttore" (Apocalisse, ix, 11)
Karneios è il Dio del Karn, cioè dell'alto luogo che simboleggia la Montagna sacra del Polo, ed era rappresentato presso i celti sia da tumulus, sia dal cairn o mucchio di pietre.
La pietra è del resto spesso in rapporto diretto con il culto di Apollo, come si vede i particolare dall'Omphalos di Delfi, e anche dal cubo di pietra che serviva da altare a Delo, e di cui l'oracolo ordinò di raddoppiare il volume.
Nello stsso tempo Karneios è anche, per significato stesso del suo nome, il 'dio potente'; e se la montagna è, sotto uno dei suoi aspetti, simbolo di potenza come pure di elevazione, grazie all'idea di stabiltà che vi è connessa, c'è un'altro simbolo ancor più caratteristico da questo punto di vista, quello delle corna.
A Delo esiste un altare chiamato Keraton interamente formato di corna di buoi e di capre; è evidente che ciò si riferisce direttamente a Karneios la cui relazione simbolica con gli animali cornuti ha anche lsciato tracce fono ai nostri giorni.

Il nome stesso di corno si ricollega d'altronde in modo manifesto alla radice KRN, così come quello di corona (in latino cornu e corona) parole assai vicine ed espressione simbolica della medesima idea.
E' fin troppo evidente che la corona è l'insegna del potere e il segno di un rango elevato.
La parola greca Keraunos, che designa il fulmine, sembra di fatto derivata anch'essa dalla radice KRN: osserviamo che il fulmine colpisce di solito le vette, i luoghi o gli oggetto elevati; e bisogna tener conto dell'analogia del lampo con il raggio luminoso.
La corona era originariamente un cerchio ornato di punte a forma di raggi, e le corna sono similmente considerate raffigurazioni di raggi luminosi, il raggio luminoso è simboleggiato da armi come la spada, il simbolo delle corna è perfettamente combaciante con quello delle armi che possono anche intercambiarsi in sostituzione l'uno dell'altro nei simbolismi vari.
I raggi luminosi hanno tra l'altro valenza sia regale che spirituale in quanto designano una delegazione, un'emanazione della fonte stessa della luce.
Le corna nel loro uso simbolico assumono due forme principali: quella delle corna d'ariete che è propriamente solare, e quella delle corna di toro che è al contrario lunare (richiamano la forma stessa della mezza luna).
A questa distinzione corrisponde anche quella delle due forme che gli alchimisti davano al mercurio: la forma lunare riferita al mercurio volgare e quella solare al mercurio dei saggi.
Vi sono anche le "armi vegetali" le spine assimilabili per simbolismo alle corna, infatti notiamo come molte delle piante che hanno un ruolo simbolico importante abbiano le spine; rosa, cardo, acacia, acanto ecc..
Il simbolo cristiano della corona di spine (si dice che siano spine di acacia) si ricollega a quello dei raggi solari e della corona come emanazione di essi (vertice ed elevazione).

In conclusione possiamo dire che il simbolismo è sempre perfettamente coerente, e non potrebbe del resto non esserlo per il fatto stesso che non è il risultato di qualche convenzione più o meno artificiale, ma al contrario è essenzialmente sulla natura stessa delle cose.
Le Armi simboliche
Il Fiore e la Lancia


"Simboli della Scienza sacra" di R. Guènon

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