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giovedì 7 novembre 2013

L'Apparato Digerente e Psicosomatica



L'apparato digerente è quello che ci permette di digerire gli alimenti solidi e liquidi che consumiamo.
Grazie ad esso possiamo assimilare il nutrimento materiale che ci offre la terra e attraverso l'apparato digerente trasformiamo questi alimenti, grazie ad un alchimia elaborata che li renderà utilizzabili, accettabili dal nostro organismo, diventeranno uno degli elementi essenziali del nostro carburante finale.
L'apparato digerente è quello che coinvolge il maggior numero di organi, questo ci lascia intuire fino a che punto l'alchimia sia sofisticata, il che si spiega grazie al fatto che gli alimenti solidi costituiscono una forma di energia "pesante", densa, complessa da trasformare, la quale necessita di molteplici operazioni e livelli di trasformazione.
L'apparato digerente si compone dalla bocca, esofago, stomaco, fegato, colecisti, milza, pancreas, intestino tenue e intestino crasso.
I problemi di questo apparato ci parlano della nostra difficoltà di mandar giù, di digerire, di assimilare ciò che avviene nella nostra vita.
"Non sono riuscito a mandar giù quello che hai detto" oppure "Non ho ancora digerito quello che mi hai detto" e ancora "Mi è rimasto sullo stomaco..." sono espressioni popolari che esprimono in tutta semplicità ciò che avviene psicosomaticamente quando si hanno dei disaggi col mondo esterno.
LO STOMACO
Lo stomaco è il primo organo che riceve dall'esofago gli alimenti grezzi.
Lo stomaco presiede il compito di prettamente materiale della digestione, padroneggiando la materia alimentare.
Il mal di stomaco ci parla della nostra difficoltà o delle tensioni che incontriamo  cercando di controllare e di gestire il mondo materiale. Quando provocano in noi preoccupazioni reali o immaginarie, le contrarietà finanziarie o professionali, scolastiche o legali sceglieranno di esprimersi in questo modo.
L'acidità gastrica può significare che abbiamo tendenza a ruminare, a rimuginare le cose e gli eventi in maniera eccessiva, abbiamo difficoltà a digerire gli eventi della vita e quindi tutto ciò o ci crea bruciore acidità o reflusso se proprio non ce la facciamo a mandarlo giù lo evacuiamo in modo violento dalla bocca.
LA COLECISTI
Opera in diretta associazione con il fegato del quale raccoglie e concentra la bile.
La secrezione di bile permette al processo di digestione, in particolare degli alimenti grassi, di svolgersi armoniosamente, in caso di mal funzionamento si è in presenza di cattiva digestione.
I mali alla colecisti ci parlano della difficoltà di gestire i sentimenti e a chiarirli. Siamo nella dinamica Yang ossia il rapporto con l'esterno.
"Qual è il mio posto?", "Sono riconosciuto dagli altri?", "Sono amato per quello che faccio o rappresento?".
Nel linguaggio frequente si dice "Ingoiare bile" quando ci si arrabbia.
I calcoli biliari si formano quando abbiamo bisogno di far luce in certe cose, e che il nostro senso del vero e del giusto non è molto chiaro, è intorbidito e abbiamo tendenza a manipolare gli altri.
L'INTESTINO CRASSO
Svolge il ruolo di netturbino, di evacuatore.  Trasporta e permette di  eliminare, le materie organiche che abbiamo ingerito e che non sono state assimilate, così da evitare all'organismo di intasarsi e soffocare e intossicarsi.
Contribuisce alla buona "respirazione" del corpo, esso in campo energetico è complementare al polmone.
I problemi all'intestino crasso ci parlano del nostro "trattenere" le cose e persone, il nostro non lasciar o lasciarci andare, della paura di fallire, di sbagliare ma anche dell'eccessiva timidezza e riservatezza, del rifiuto di allentare la presa sugli altri manifestandosi con stipsi, emorroidi, flatulenza, gonfiore ecc..
IL PANCREAS
Controlla il livello di zuccheri presenti nel sangue, attraverso la produzione di insulina, e grazie ai succhi pancreatici, partecipa attivamente alla digestione degli alimenti preparati dallo stomaco.
Le sue disfunzioni indicano che abbiamo la tendenza a trascorrere la vita in modo troppo prudente lasciando poco spazio al piacere e alla gioia così alla vita manca la dolcezza di cui abbiamo bisogno.
Il diabete (iperglicemia) ci parla della difficoltà a ottenere dolcezza nella vita spesso succede a chi ha avuto un padre eccessivamente severo così si rifugia nel cibo che è simbolo della madre, oppure dopo uno schok psicologici intensi come la perdita di qualcuno ecc..
Nel ipoglicemia in genere si ha in presenza di madri fredde e autoritarie e si cresce con la convinzione di non aver diritto alla dolcezza nella vita.
La mancanza di rifugio materno produce un rapporto con il cibo negativo e a volte può condurre all'anoressia cioè la mancanza di accettazione del cibo.
L'INTESTINO TENUE
I mali dell'intestino tenue sono: diarrea, dissenteria, enterite, enterocolite, malattia di Cronh, infezioni, ecc..
Non tratteniamo più anzi, i rifiuti sono liquidi, brucianti, acidi, sfuggenti, vuol dire che non assimiliamo più tutto viene inviato al colon ed espulso.
Si ha difficoltà ad accettare, ad assimilare ciò che avviene nel mondo esterno, le situazioni, il vissuto, le esperienze ci turbano e non le vogliamo all'interno di noi.
Tutto ciò può degenerare nella malattia di Cronh.

IL FEGATO

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente. E' il più grosso del corpo umano.
Svolge un ruolo essenziale per la digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura un'attività aggiutiva importantissima di filtraggio del sangue, contribuendo alla sua composizione sia a livello nutritivo che immunitario.
E' responsabile della consistenza, della composizione, del livello vibratorio e del colore del sangue.
Questo duplice ruolo deriva dal fatto che riceve una doppia alimentazione sanguigna: una dall'arteria epatica che lo nutre di ossigeno e l'altra dalla vena porta che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall'intestino tenue, questi due canali si ricongiungono nella vena cava inferiore, da qui il sangue viene trasportato ricco di sostante nutritive in tutto il corpo.
I problemi al fegato indicano che ci è difficile digerire delle cose nella nostra vita ma con sfumature più profonde rispetto allo stomaco.
L'emozione principale legata al fegato è la collera e quindi i suoi problemi potrebbero provenire da un atteggiamento collerico con la vita, ma anche collere troppo spesso represse o sistematicamente trattenute portano a malattie come la cirrosi, epatiti o insufficienza epatica.
Le tensioni del fegato indicano che la nostra immagine viene rimessa in discussione ma soprattutto che non riusciamo a ritrovare  la nostra gioia di vivere (sangue=energia vitale gioia di vivere).
Siamo immersi nel senso di colpa o nella ricerca della nostra identità: "Chi sono io?".
Ci troviamo nello Yin, nell'interiorità (al contrario della colecisti che è Yang).
La domanda che ci poniamo riguarda la coscienza di sè.
La cirrosi è un "tentativo di suicidio", negazione di sè: l'alcol è il primo strumento per allontanarci dal nostro sè profondo.
Il concetto di Se assume un'importanza riscontrabile chiaramente anche nel rapporto  tra l'energia del fegato e l'immunità.
Il sistema immunitario prende forza attraverso un'imprescindibile conoscenza di sè: Per avere la possibilità di esse in grado di difendersi, bisogna sapere cosa difendere (conosci il tuo nemico conosci te stesso).
Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario proprio grazie alla coscienza di sè, e in particolar modo nell'immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze dell'organismo.
Il senso di colpa ci obbliga a giustificarci e quindi a difenderci più del necessario, in maniera inadeguata ed eccessiva.
In conclusione il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell'essere.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male Glossario Psicoenergetico" di Michel Odoul





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