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sabato 23 novembre 2013

Il Verbo e il Simbolo

Il simbolismo ci appare adatto in modo speciale alle esigenze della natura umana, che non è una natura puramente intellettuale, ma ha bisogno di una base sensibile per elevarsi verso le sfere superiori.
Occorre prendere il composto umano qual esso è uno e molteplice al tempo stesso nella sua complessità reale.
Nell'uomo non si può scindere il corpo dall'anima in modo netto, l'essere umano è un essere complesso nella sua interezza.
Ogni espressione o formulazione non è che un simbolo del pensiero tradotto verso l'esterno, il linguaggio non è nient'altro che un simbolismo.
Il simbolo e la parola sono due comunicazioni complementari.
Il simbolismo è un linguaggio sintetico ed intuitivo il che lo rende idoneo all'intuizione intellettuale che è al di sopra della ragione, mentre il linguaggio verbale è analitico e discorsivo come la ragione umana ed è uno strumento che segue il suo percorso con la massima esattezza senza bisogno di interpretazioni come succede con i simboli.
Al simbolismo sintetico si aprono possibilità illimitate di decodifiche, mentre il linguaggio è pressoché univoco.
Da ciò si deduce che il simbolismo è una forma di comunicazione che a seconda dell'intelletto e le conoscenze della persona può condurre a verità sempre più elevate.
In questo modo le verità più alte che non sarebbero in nessun modo comunicabili o trasmissibili con qualsiasi altro mezzo, lo divengono solo se sono incorporate nei simboli i quali le dissimuleranno a molti, ma le manifesteranno in tutto il loro splendore a agli occhi di coloro che sanno vedere.
Il simbolismo trova il suo fondamento nella natura stessa degli esseri umani e delle cose, riflettendo sul fatto che in fondo le leggi della natura non sono altro che l'esteriorizzazione della Volontà divina, anche il simbolo prende una valenza ultraterrena.
In altre parole il suo principio potrebbe risalire più lontano e più alto dell'umanità.
Nelle prime parole del Vangelo di Giovanni "In principio era il Verbo" , il Verbo, il Logos è la tempo stesso pensiero e Parola,  il divino si esprime con noi esseri umani attraverso la Creazione che è opera del Verbo e quindi il mondo stesso è come un linguaggio divino per coloro che sanno comprenderlo.
"Il mondo è il linguaggio che lo spirito infinito parla agli spiriti finiti" Berkeley
Non c'è niente di arbitrario neppure nel linguaggio umano, dovendo ogni significazione avere all'origine il suo fondamento in qualche convenienza o armonia naturale fra il segno e la cosa significata.
Tutte le tradizioni antiche insegnano che il vero nome di un essere è una sola cosa con la sua natura o addirittura la sua stessa essenza.
Se il Verbo è Pensiero all'interno e Parola all'esterno, e se il mondo è l'effetto della Parola divina proferita all'origine dei tempi, la natura stessa può esse presa come simbolo della realtà soprannaturale.
Tutto ciò che nasce dall'Intelletto divino, traduce e rappresenta  questo principio secondo la sua maniera, e secondo il suo ordine di esistenza, così da un' ordine all'altro tutte le cose si concatenano e si corrispondono per concorrere all'armonia universale e totale che è come un riflesso dell'Unità divina stessa.
Tale corrispondenza è il vero fondamento del simbolismo ed è perciò  che le leggi di un ambito inferiore possono esser prese per simboleggiare la realtà di un ordine superiore dove esse hanno la loro ragione e significato profondo che è allo stesso tempo il loro principio e la loro fine.
Anche l'uomo è egli stesso un simbolo per il fatto che è stato creato ad "immagine e somiglianza di Dio", aggiungiamo che la natura acquista tutto il suo significato solo quando si considera che essa fornisca un mezzo per elevarsi alla conoscenza delle verità divine: lo stesso compito che diamo al simbolismo.
La Rivelazione primordiale, opera del Verbo come la Creazione, s'incorpora anch'essa nei simboli che si sono trasmessi di epoca in epoca a partire dalle origini dell'umanità.
Fonte "Simboli della Scienza sacra" Renè Guènon

(Numerologia, potrebbe essere utile visualizzare anche questo Roma la provenienza del nome)

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