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giovedì 28 novembre 2013

La Lingua degli Uccelli o Lingua Angelica

 
"Per coloro che sono schierati in ordine, 
E che cacciano respingendo, 
E che recitano l'invocazione..."
Corano XXXVII, 1-3
Si parla spesso, in varie tradizioni di un linguaggio misterioso chiamato 'lingua degli uccelli': designazione evidentemente simbolica valutando l'importanza  che è attribuita alla conoscenza di questo linguaggio come prerogativa di alta iniziazione.
Si legge nel Corano: "E Salomone fu l'erede di David; e disse: 'O uomini! Siamo stati istruiti al linguaggio degli uccelli (ullimna mantiqat-tayri) e colmati di ogni cosa..." (XXXVII, 15)
Altrove si vedono eroi vincitori del drago come Sigfrido, nella leggenda nordica, comprendere subito il linguaggio degli uccelli;
la vittoria sul drago ha per conseguenza immediata la conquista dell'immortalità, raffigurata da qualche oggetto al quale il drago impediva di arrivare.
Questa conquista implica lo stabilire della comunicazione dell'essere umano con il suo centro, e il contatto con gli stati superiori dell'essere.
Gli uccelli sono presi di frequente come simbolo degli angeli, vale a dire precisamente degli stati superiori.
Il secondo versetto "E che cacciano respingendo" esprime la lotta degli angeli contro i demoni, delle potenze celesti contro quelle infernali, cioè l'opposizione degli stati inferiori e quelli superiori.
Questa opposizione si traduce in ogni essere con le due tendenze ascendente e discendente chiamate  satwa e tamas dalla dottrina indù e la lotta tra i Deva e gli Asura , o nel mazdeismo  simboleggia l'antagonismo della luce verso le tenebre impersonificate da Ormuzd e Ahriman.
Troviamo sovente combattimenti di entità rappresentati da animali come l'uccello e il serpente in diverse dottrine di tutto il mondo.
Nel terzo versetto "E che recitano l'invocazione..." si vedono gli angeli recitare il dhikr, intendendo la recitazione del Corano ma non di quello espresso in linguaggio umano ma del suo prototipo eterno iscritto sulla tavola custodita (el-lawhul-mashfùz) che si estende dai cieli alla terra come la scala di Giacobbe, e quindi attraverso tutti i gradi dell'Esistenza universale.
Nella tradizione indù è detto che i Deva nella lotta contro gli Asura, recitano gli inni del Vèda per proteggersi questi inni prendono il nome di chhanda che significa 'ritmo'.
La stessa formula che si applica al dhikr nell'esoterismo islamico, che sono formule ritmate corrispondeti ai mantra indù; formule la cui ripetizione ha lo scopo di produrre un'armonizzazione dei diversi elementi dell'essere, e di determinare vibrazioni suscettibili con la loro ripercussione attraverso la serie degli stati e di aprire una comunicazione con gli stati superiori.
Possiamo definire la "lingua degli uccelli" come "lingua angelica", linguaggio ritmato e armonico che rispecchia il linguaggio usato dall'essere umano per entrare in connessione con gli stati superiori.
E' questa la ragione per cui i Libri sacri sono scritti in versi, in linguaggio cioè ritmato, e la poesia è ancora chiamata lingua degli Dei (Dei deriva da Deva= angeli, il sanscrito Deva e il latino Deus sono la stessa parola) cioè la lingua degli stati superiori.
In latino i versi venivano chiamati carmina, designazione che si riferiva alla loro celebrazione dei riti, dal momento che la parola carmen è identica al sanscrito Karma, che deve essere preso qui nel suo senso speciale di "azione rituale" (la parola poesia deriva dal verbo greco poiein che ha lo stesso significato della radice sanscrita Kri da cui deriva la parola Karma e che si trova nel verbo latino creare, inteso nella sua accezione primitiva; la poesia non era solo un'opera artistica in antichità); il poeta che era interprete della 'lingua sacra' attraverso la quale traspare il Verbo divino, veniva chiamato vates che significa 'dotato di un'ispirazione in qualche modo profetica'.
Più tardi il vates divenne non di più che un volgare indovino anche se la parola indovino è deviata dal suo vero senso poichè etimologicamente non è altro che divinus col significato di 'interprete degli Dei'.
Gli auspici (da aves spicere, "osservare gli uccelli"), presagi tratti al volo e dal canto degli uccelli, sono in special modo da accostare alla 'lingua degli uccelli', intesa allora nel senso più materiale, ma identificabile ancora col la 'lingua degli Dei' poiché si riteneva che quest'ultimi si manifestassero trami questi presagi, con gli uccelli che svolgevano la funzione di messaggeri.
Fonte "Simboli della scienza sacra" di Renè Guènon

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lunedì 25 novembre 2013

Il Sacro Cuore e la Leggenda del Santo Graal

La leggenda del Sacro Graal, scritta nel secolo XII, è molto anteriore rispetto alle presunte origini, essa è in realtà un adattamento cristiano di antichissime tradizioni celtiche.
E' da dire che nei geroglifici dell'antico Egitto, la scrittura sacra ove spesso l'immagine della cosa rappresenta la parola che la designa, il cuore fu raffigurato con un solo emblema; il vaso
Il cuore dell'uomo non è infatti il vaso in cui la sua vita si elabora continuamente con il suo sangue?
Il vaso preso come simbolo del cuore e che si sostituisce ad esso nell'ideografia egiziana, ci fa pensare immediatamente al Santo Graal, tanto più che in esso vediamo una relazione ancora più diretta con il Cuore di Cristo.
Effettivamente il Sacro Graal è la coppa che contiene il prezioso sangue di Cristo, e lo contiene addirittura due volte, poiché essa servì dapprima alla Cena, e in seguito Giuseppe d'Arimatea vi raccolse il sangue e l'acqua che sgorgavano dalla ferita aperta dalla lancia del centurione nel fianco del Redentore.
Questa coppa si sostituisce dunque al in qualche modo al Cuore di Cristo come ricettacolo del suo sangue, ne prende per così dire il posto e ne diviene come equivalente simbolico.
La coppa svolge un ruolo importante in molte tradizioni antiche e senza dubbio era così in particolare presso i Celti, giacché da essi è derivata la leggenda del Sacro Graal.
Nella leggenda la coppa sarebbe stata intagliata dagli angeli i uno smeraldo staccatosi dalla fronte di Lucifero al momento della sua caduta.
Tale smeraldo richiama in modo sorprendente l'urna, la perla frontale che nell'iconografia indù, occupa spesso il posto del terzo occhio di Shiva, rappresentando ciò che si può chiamare il senso dell'eternità.
E' detto anche che il Graal fu affidato ad Adamo nel Paradiso terrestre, ma che alla sua caduta, lo perse, dal momento che non potè portarlo con sè dall'Eden  quando fu cacciato; l'uomo cacciato dal suo centro originale, dalla propria colpa, si trova ormai rinchiuso nella sfera temporale, non poteva più raggiungere il punto unico da cui tutte le cose sono contemplate sotto l'aspetto dell'eternità.
Il Paradiso terrestre era il Centro del Mondo, dovunque associato e assimilato al Cuore divino; e non si può affermare che Adamo, finché fu nell'Eden, viveva realmente nel Cuore di Dio?
Quanto segue è più enigmatico: Seth ottenne di rientrare ne Paradiso terrestre e poté così recuperare il prezioso vaso; ora, Seth è una delle figure del Redentore, tanto più che il suo stesso nome esprime le idee di fondamento, di stabilità e annuncia in qualche modo la restaurazione dell'ordine primordiale distrutto dalla caduta dell'uomo.
Seth e quelli dopo di lui possedettero il Sacro Graal e potevano istituire da qualche parte sulla terra un centro spirituale che era come un'immagine del Paradiso perduto.
La leggenda non dice dov'è ne da chi il Graal fu conservato fino all'epoca di Cristo.
Questo mostra a sufficienza che il Graal, o ciò che viene così rappresentato, aveva già, anteriormente al cristianesimo, anzi in ogni tempo, un legame fra i più stretti con il Cuore divino e con l'Emmanuel, vogliamo dire con la manifestazione virtuale o reale a seconda delle epoche, ma sempre presente, del Verbo eterno nel seno dell'umanità terrestre.
Dopo la morte di Cristo , il Santo Graal fu, secondo la legenda, trasportato in Gran Bretagna da Giuseppe d'Arimatea  e da Nicodemo; comincia allora a svolgersi la storia dei Cavalieri della Tavola rotonda e delle loro imprese.
La Tavola rotonda era destinata a ricevere il Graal qualora uno dei Cavalieri fosse riuscito a conquistarlo e portarlo in Gran Bretagna.
La forma circolare della tavola è legata al ciclo zodiacale per la presenza attorno a essa di dodici personaggi principali, i dodici è la particolarità che si trova in tutti i centri spirituali che hanno in simbolo il Graal o Cuore divino (i 12 Apostoli ad esempio).
Aggiungiamo alla leggenda del Graal altri oggetti che sono la lancia ( nell'adattamento cristiano è la lancia del centurione) che è un simbolo equivalente della coppa nelle tradizioni antiche; presso i Greci si riteneva che la lancia di Achille guarisse le ferite che causava e la leggenda medievale attribuisce la stessa virtù alla lancia della Passione.
Nel mito di Adone (che significa il Signore) l'eroe viene colpito mortalmente dal grifo di un cinghiale (in sostituzione simbolica della lancia), il suo sangue spargendosi a terra fa nascere un fiore;
Esiste un ferro da ostie  del XII secolo, dove si vede il sangue delle piaghe del Crocifisso cadere in goccioline che si trasformano in rose, e la vetrata del XIII secolo della cattedrale d'Angers i cui il sangue divino che cola in ruscelli, sboccia anche qui sotto forma di rose.
In Oriente la coppa sacrificale contenente il Soma vedico (o lo Haoma mazdeo), questa sostanza è la bevanda dell'immortalità, l'Amrtà degli Indù, l'Ambrosia dei Greci, che conferiscono a coloro che l'accolgono con le disposizioni richieste, quel senso dell'eternità.
Anche il triangolo con la punta verso il basso è una specie di rappresentazione schematica della coppa sacrificale, e lo si trova in centri yantra o simboli geometrici dell'India.
La medesima figura è anche il simbolo del cuore o come si usa in tradizioni orientali la figura del 'triangolo del cuore', anche questo simbolo è legittimo e sia se si tratti del cuore umano che di quello divino.
Un altro simbolo frequente della coppa è quello floreale: il fiore evoca con la sua forma l'idea di un ricettacolo, e ricordiamo l'espressione 'calice di un fiore'.
Il loto in Oriente è un fiore simbolico per per eccellenza, mente in Occidente abbiamo l'equivalente ruolo rappresentato dalla rosa.
La rosa sembra raccogliere il sangue dalla lancia nelle rappresentazioni sacre piuttosto che provenire dalla trasformazioni delle gocce, ma potremmo unire i due significati in tal modo; le gocce che vengono raccolte nella rosa la vivificano e la fanno sbocciare.
E' la rugiada celeste, simbolo di Redenzione o rigenerazione e resurrezione.
Il simbolo ermetico della Rosa-Croce fu dapprima un'emblema specificatamente cristiano e infatti la rosa occupa il centro della Croce cioè il  Sacro Cuore di Gesù.
Al di fuori della rappresentazione delle cinque piaghe del Crocefisso rappresentate con altrettante rose, ma la rosa centrale quando è sola può benissimo essere il simbolo del Cuore, quindi con il vaso che contiene il sangue, quindi con il centro che contiene la vita ma anche il centro dell'essere intero.
La falce lunare è un'altro simbolo della coppa.
Dappertutto il cuore è considerato come il centro dell'essere, dappertutto la coppa sacrificale rappresenta il Centro o il Cuore del Mondo la dimora dell'immortalità:
Il Centro del Mondo si identifica effettivamente con il Cuore di Cristo, con Cristo si intende il Verbo manifesto nel punto centrale dell'universo, il Verbo eterno e la sua manifestazione storica, terrestre ed umana sarebbero realmente e sostanzialmente un solo e medesimo Cristo sotto due aspetti diversi.
Tocchiamo qui  i rapporti dell'intemporale con il temporale, cose che solo il simbolismo consente di esprimere nella misura in cui sono esprimibili.
Fonte "Simboli della scienza sacra" di Renè Guènon

Vorrei aggiungere una mia considerazione:
Tutti i simboli incontrati in questa lettura sono anche tutte simbologie di genere femminile, la coppa rappresenta anche l'utero della donna che contiene il sangue del rinnovo della vita ( la vita e la morte insieme), mi viene da pensare che l'interpretazione giusta del Cuore Sacro è da collegarsi all'Anima del Mondo, questo testo (sarò blasfema ma non posso rinnegare altri concetti) mi fa pensare che la chiave di lettura sia prettamente maschile e celi un segreto irrivelato che avrebbe sconvolto tutte le credenze del tempo, e cioè che nel Dio monoteista e maschile occidentale vi sia il fulcro segreto di un'Anima che avrebbe di conseguenza anche una parte femminile, come nelle religioni orientali in cui la monade sta alla base.
La parte femminile della nostra credenza (la parte Yin della Monade) è stata esternalizzata , rendendola umana e madre terrena.
Ecco che ritroviamo la rosa (associata al vaso, quindi al calice) che associamo alla Vergine Maria che dal suo Ventre (utero) crea la vita sacra del Figlio di Dio.






sabato 23 novembre 2013

Il Verbo e il Simbolo

Il simbolismo ci appare adatto in modo speciale alle esigenze della natura umana, che non è una natura puramente intellettuale, ma ha bisogno di una base sensibile per elevarsi verso le sfere superiori.
Occorre prendere il composto umano qual esso è uno e molteplice al tempo stesso nella sua complessità reale.
Nell'uomo non si può scindere il corpo dall'anima in modo netto, l'essere umano è un essere complesso nella sua interezza.
Ogni espressione o formulazione non è che un simbolo del pensiero tradotto verso l'esterno, il linguaggio non è nient'altro che un simbolismo.
Il simbolo e la parola sono due comunicazioni complementari.
Il simbolismo è un linguaggio sintetico ed intuitivo il che lo rende idoneo all'intuizione intellettuale che è al di sopra della ragione, mentre il linguaggio verbale è analitico e discorsivo come la ragione umana ed è uno strumento che segue il suo percorso con la massima esattezza senza bisogno di interpretazioni come succede con i simboli.
Al simbolismo sintetico si aprono possibilità illimitate di decodifiche, mentre il linguaggio è pressoché univoco.
Da ciò si deduce che il simbolismo è una forma di comunicazione che a seconda dell'intelletto e le conoscenze della persona può condurre a verità sempre più elevate.
In questo modo le verità più alte che non sarebbero in nessun modo comunicabili o trasmissibili con qualsiasi altro mezzo, lo divengono solo se sono incorporate nei simboli i quali le dissimuleranno a molti, ma le manifesteranno in tutto il loro splendore a agli occhi di coloro che sanno vedere.
Il simbolismo trova il suo fondamento nella natura stessa degli esseri umani e delle cose, riflettendo sul fatto che in fondo le leggi della natura non sono altro che l'esteriorizzazione della Volontà divina, anche il simbolo prende una valenza ultraterrena.
In altre parole il suo principio potrebbe risalire più lontano e più alto dell'umanità.
Nelle prime parole del Vangelo di Giovanni "In principio era il Verbo" , il Verbo, il Logos è la tempo stesso pensiero e Parola,  il divino si esprime con noi esseri umani attraverso la Creazione che è opera del Verbo e quindi il mondo stesso è come un linguaggio divino per coloro che sanno comprenderlo.
"Il mondo è il linguaggio che lo spirito infinito parla agli spiriti finiti" Berkeley
Non c'è niente di arbitrario neppure nel linguaggio umano, dovendo ogni significazione avere all'origine il suo fondamento in qualche convenienza o armonia naturale fra il segno e la cosa significata.
Tutte le tradizioni antiche insegnano che il vero nome di un essere è una sola cosa con la sua natura o addirittura la sua stessa essenza.
Se il Verbo è Pensiero all'interno e Parola all'esterno, e se il mondo è l'effetto della Parola divina proferita all'origine dei tempi, la natura stessa può esse presa come simbolo della realtà soprannaturale.
Tutto ciò che nasce dall'Intelletto divino, traduce e rappresenta  questo principio secondo la sua maniera, e secondo il suo ordine di esistenza, così da un' ordine all'altro tutte le cose si concatenano e si corrispondono per concorrere all'armonia universale e totale che è come un riflesso dell'Unità divina stessa.
Tale corrispondenza è il vero fondamento del simbolismo ed è perciò  che le leggi di un ambito inferiore possono esser prese per simboleggiare la realtà di un ordine superiore dove esse hanno la loro ragione e significato profondo che è allo stesso tempo il loro principio e la loro fine.
Anche l'uomo è egli stesso un simbolo per il fatto che è stato creato ad "immagine e somiglianza di Dio", aggiungiamo che la natura acquista tutto il suo significato solo quando si considera che essa fornisca un mezzo per elevarsi alla conoscenza delle verità divine: lo stesso compito che diamo al simbolismo.
La Rivelazione primordiale, opera del Verbo come la Creazione, s'incorpora anch'essa nei simboli che si sono trasmessi di epoca in epoca a partire dalle origini dell'umanità.
Fonte "Simboli della Scienza sacra" Renè Guènon

(Numerologia, potrebbe essere utile visualizzare anche questo Roma la provenienza del nome)

martedì 19 novembre 2013

I Capelli: Psicosomatica e Significato Simbolico


Insieme ai piedi e alle unghie i capelli fanno parte delle fanere.
Queste tre escrezioni cutanee sono costituite da una proteina dura ma flessibile, la cheratina.
Come i peli e le unghie i capelli svolgono principalmente un ruolo protettivo, preservano la scatola cranica dagli shock sia termici che fisici.
In tutte le culture del mondo sono anche un ornamento e strumento di seduzione sopratutto dalle donne.
Essendo un componente secondario del nostro corpo, ha bisogno che i reni suo organo collegato, funzioni bene, e al loro volta i reni hanno bisogno dei polmoni per svolgere accuratamente il loro ruolo.
Una buona ossigenazione è essenziale per far esplodere le tossine nel corpo così da ridurne le dimensioni e facilitare l'espulsione mediante i reni.
L'igiene morale, psicologica, è altrettanto essenziale per la salute del capello, che dipende molto dal sistema ormonale.
Alla base della calvizie vi è un'eccessiva presenza di ormoni maschili, tanto che se prima l'alopecia toccava quasi solo gli uomini, oggi vediamo che con l'emancipazione femminile questo problema affligge sempre più donne.
Questa conquista è stata accompagnata da stress e tensioni tipicamente maschili, quindi anche da un certo numero di patologie e squilibri tipicamente  maschili.
Quando un capello cade la sua morte risale a tre mesi prima della caduta: dobbiamo quindi ricercarne la causa in quel periodo.
Il capello ha con il suo proprietario un forte rapporto simbolico: ne rappresenta le radici, perché racchiude in sé i ricordi ed è al tempo stesso un'antenna che lo collega a Cielo.
Costituisce il "filo dell'anima" dell'essere umano, è una proiezione delle idee, dei pensieri e della personalità dell'uomo.
Esiste infine uno stretto rapporto tra capelli e paura, rapporto comprensibile per la sua appartenenza al Principio dell'Acqua che gestisce il sentimento paura. L'energia di questo Principio controlla lo stress, le emozioni forti e le ghiandole surrenali che secernono nel nostro organismo gli ormoni dell'istinto di sopravvivenza, ossia adrenalina e noradrenalina.
Le situazioni di stress danneggiano i capelli perché tale situazione va a creare una reazione immediata o addirittura anticipata sulle ghiandole surrenali le quali sono "collegate" anche ad essi, che rischiano di essere danneggiati se non soffocati.
Ad esempio dopo uno shock come un incidente, si può avere la caduta immediata di capelli, anche i capelli bianchi dalla paura non sono solo una leggenda.
La perdita dei capelli è legata alla paura di perdere qualcosa di importante, vita, persone care, lavoro, di un valore;  la perdita può essere reale o simbolica, vissuta o immaginata.
I trauma va a toccare le strutture profonde dell'individuo.
Il Principio dell'Acqua diventa più fragile e se lo shock è molto intenso la perdita dei capelli può avvenire anche prima dei tre mesi, cioè del tempo che impiega il capello a morire.
Nelle situazioni di perdita di qualcosa o qualcuno ecc.. il lavoro che si può fare è quello psicologicamente di accettare, elaborare e perdonare la situazione o noi stessi, fondamentale anche agire sul Meridiano della Vescica che gestisce le antiche memorie.
I capelli racchiudono le nostre memorie, le nostre credenze...
Se i capelli si spezzano facilmente vuol dire che le nostre strutture interiori sono fragili, poco solide, ne va che il capello secco indica un'analoga secchezza dentro di noi: abbiamo paura dei nostri sentimenti, abbiamo paura che la parte sentimentale prenda il sopravvento sulla nostra razionalità.
Dobbiamo acquisire sicurezza nelle nostre credenze e avere un po' più di elasticità verso le credenze altrui anche se sono diverse dalle nostre.
Per quanto riguarda i capelli grassi avviene il contrario, all'insicurezza sulle nostre credenze reagiamo non irrigidendoci ma ammorbidendoci, rivestendoci di sebo così ché niente possa aderire a noi, ci scivola tutto via.
Posizione eccessiva tanto quanto quella dei capelli secchi che si spezzano.
E' come un proteggersi o allontanare qualcosa prima ancora che possa raggiungerci.
Fonte "Dimmi dove ti fa male - Glossario Psicoenergetico" Michel Odoul

La mia considerazione personale dopo aver fatto molte ricerche sui capelli:
Capelli sottili indicano la sensibilità della persona, l'animo di chi ha i capelli sottili è anch'esso delicato e "sottile".
Capelli molto grossi indicano una personalità materiale, pratica e meno sensibile al mondo esterno.
Non è detto che il capello sottile si spezzi e che quello grosso invece no; anzi ho riscontrato il contrario.
L'esigenza di portare una capigliatura anziché un'altra non è solo un fattore superficiale di gusto personale ma può celare un'esigenza inconscia oppure una caratteristica della personalità che si rispecchia con l'esterno.
Anzi tutto ricordiamo che i capelli sono la nostra estensione con il Cielo, per convenzione la maggior parte degli uomini porta i capelli corti, ma se pensiamo al popolo dei nativi americani L'incontro con i Pueblo Taos e la loro spiritualità, uomini e donne portano i capelli lunghi ( pensiamo all'india ecc..), dopo la colonizzazione sono stati eseguiti degli studi sul fenomeno capelli perché i colonizzatori, per una questione di igiene, costrinsero i nativi a tagliare le lunghe chiome e si accorsero che anche parte della loro personalità aveva dei sottili ma percepibili cambiamenti...
Dalle ricerche effettuate su questo fenomeno si scopre che per loro i capelli sono un simbolo sacro, in quanto estensione dell'anima e che il taglio di essi aveva come procurato "la perdita di una parte di loro".
Mentre ad esempio il rituale che si fa in molte dottrine e iniziazioni del rasare i capelli è un gesto che simbolizza il  ricominciare da tabula rasa, il ritorno alla nascita, alla purezza e l'abbandono del vissuto personale.
Vediamo anche un simbolo importantissimo dei capelli della Maddalena che lavano i piedi di Gesù: questo gesto rappresenta ben altro che la sottomissione femminile al maschile o una semplice lavanda plantare noi qui abbiamo il simbolo dei piedi che è la parte più estremamente bassa e materiale dell'essere umano e collegata con la Terra, quindi la parte Yin, ctona, oscura e sessuale, e poi il simbolo dei capelli che sono la parte più  estremamente alta del corpo e collegata con il Cielo, quindi Yang, l'estensione dell'anima, la spiritualità, ma allo stesso tempo bellezza esteriore (che rispecchia l'interiore), questo incontro rappresenta l'Animus e l'Anima che si incontrano, che si sfiorano, una Monade nella Monade.
Ricordiamo la mitologia di Sansone che aveva la sua deità nei capelli, la sua forza portentosa gli viene concessa dagli Dei a patto che non tagliasse la sua chioma, ricordiamo che tutte le leggende nascono da simboli archetipi e hanno in esse un fondo di verità sottile.
I capelli sono una parte importantissima del corpo in quanto rappresentano anche la "cornice" del viso che è il simbolo dell'identità della persona.
Il gesto di una donna che taglia corti i capelli può essere interpretato come un gesto di ribellione, di emancipazione, ma anche come il "metterci la faccia" nella vita, ad esempio chi ama portare i capelli legati indietro che lasciano scoperto il viso, le persone estremamente timide tendono a coprire il viso con i capelli come quelle estremamente insicure.
Ovviamente mode, gusti personali, praticità ecc... vanno ad influenzare molto spesso le scelte delle persone, quindi ciò che potrebbe essere esatto per una persona potrebbe non esserlo per un'altra... ricordo che la psicosomatica è una scienza in continua evoluzione perchè prende in considerazione molti fattori soprattutto interiori ed inconsci quindi non si ha mai la certezza assoluta di un'affermazione...
Nell'AniMo Antico








giovedì 14 novembre 2013

I Numeri del Destino


Il numero del Destino è un numero importantissimo nel percorso della nostra vita, possiamo cambiare nome ma questo fattore rimane il medesimo perché dato dalla data di nascita.
Alcuni numerologi ritengono che i numeri della Personalità e del Destino vengano scelti prima della nascita, in modo che in questa vita possiamo imparare  delle lezioni ben precise.
Mentre il numero della Personalità si esprime in modo chiaro, ed è riconoscibile nelle nostre pulsioni e interessi.
Ciò non accade con il numero del Destino perché l'ambiente della nostra infanzia può influire sull'espressione del nostro Cammino, quindi questo numero rappresenta la meta del viaggio della nostra esistenza e non è detto che ciò si compia dal principio della nostra vita ma imparando a seguire il sentiero del nostro Cammino personale.
Il numero del destino si ottiene sommando tutti i numeri della data di nascita fino a raggiungere un numero singolo da Uno a Nove eccezion fatta per Undici e Ventidue.
Il mese di Novembre che è l'undicesimo mese dell'anno contiene già in sé un significato particolare infatti le persone nate a novembre hanno insito in loro capacità mediatiche.

UNO: L'Uno è la spinta a primeggiare e a comandare in ogni occasione. È il numero dell'ego allo stato grezzo, tipico del bambino.
Il destino Uno fa sì che i desideri vengano soddisfatti e garantisce la sopravvivenza. I nostri progenitori seguirono il destino Uno quando si dedicarono alla caccia e lottarono per il miglior partner per l'accoppiamento. In questa battaglia la sola opzione era la vittoria, poiché perdere significava morte certa.
Storicamente, gli Uno si identificano con le orde di unni e goti che seguivano la legge della forza e distruggevano tutto e tutti sul loro cammino.
L'Uno è chiamato ad assumere il controllo della propria vita e a diventare forte e indipendente, a stare in piedi sulle proprie gambe. Il destino Uno è una palestra per lo sviluppo individuale.
Nella prima infanzia il suo Cammino viene spesso trascorso all'ombra  di eventi che investono la sua famiglia e fanno sì che il bambino sia spesso ignorato.
Otterrà l'attenzione diventano servizievole  e mettendo da parte se stesso.
Con l'età adulta, il destino Uno pone la persona davanti a situazioni che la costringono a uscire allo scoperto e prendere il proprio posto in prima fila.
Una volta compiuto questo passo, il destino Uno garantisce che le lezioni di responsabilità personale, autoaffermazione e fiducia portino con sé il successo e la leadership nel campo che la persona ha scelto.

DUE: Il Due incarna il desiderio di mediare e rasserenare; rappresenta la fase dell'infanzia in cui la stretta unione con la madre costituisce l'intero mondo del bambino.
I nostri progetti si sono evoluti lungo un Cammino esistenziale Due quando hanno cominciato a piantare il grano e a nutrire le piante fino al raccolto. La collaborazione sociale portò a maggiori risultati e la qualità della vita crebbe. I Due possono essere paragonati ai minoici, che veneravano la dea della maternità e della creatività.
Il destino Due porta a importanti esperienze nel campo della relazione.
Questo Cammino potrebbe indicare che il rapportarsi agli altri sia un dono innato, ma, per i Due si tratta del sottile confine fra unione e negazione di sé.
Equilibrio è la parola chiave del Cammino Due.
Il rapporto con la madre nella prima infanzia è molto potente e per il bambino è molto difficile spezzare questo legame che da origine al desiderio distorto del destino del Due di trovare l'anima gemella che lo ami come sua madre, ma la vita impedisce che ciò accade e anzi il Due si ritrova a fare da madre a tutti evitando così la relazione adulta. 
Verso l'età adulta il Due impara a non aspettarsi che il partner soddisfi tutti i suoi bisogni riconoscendo che deve rapportarsi da pari e assumersi le responsabilità delle sue azioni.
La vita insegna ai Due ad apprezzare la gioia della vita di coppia, ma anche ad avere la forza  di essere individui completi.

TRE: Il numero Tre fa si che la vita sia sempre interessante e il domani sia sempre un giorno migliore. È il Cammino dell'esplorazione e dell'apertura a nuove esperienze. È la fase della vita in cui il bambino impara a interagire con gli altri e a comunicare con i fratelli.
Il momento della storia dell'evoluzione della civiltà occidentale che incarna al meglio questo numero è la Grecia classica, con il suo amore per i dibattiti e la filosofia e lo straordinario sviluppo della filosofia.
La vibrazione del Tre apre il cuore, il corpo e l'anima alle esperienze positive e alle attività sociali impegnate almeno in teoria. In realtà chi si trova su questo Cammino stenta a credere che la vita possa essere bella. A chi ha il Tre nel proprio destino è assegnata una lezione lunga tutta una vita sulla fiducia nelle proprie opinioni.
Nella prima infanzia, si sentono inibiti a esplorare le loro capacità mentali. Hanno spesso genitori sprezzanti verso lo studio o limitati nelle conoscenze e nel percorso educativo, che arrivano per questo a scoraggiare qualunque tentativo dei figli verso il miglioramento. Per anni molti giovani ottengono risultati molto al di sotto delle loro potenzialità.
Spesso però la vita dà loro la possibilità di sviluppare la propria mente a prezzo dell'alienazione dalle persone care.
Più avanti dopo la scuola i Tre si gettano con fiducia e voracità nel mondo per imparare sul campo e fare esperienza di tutto ciò che la vita ha da offrire: viaggi, lettura, comunicazione.

QUATTRO: Il Cammino esistenziale Quattro costituisce una prova di valore in un contesto poco propizio. È il numero della terra e del legame con la materia. È il momento dell'infanzia in cui il bambino impara che la staccionata intorno a casa lo rinchiude e lo tiene lontano dagli altri, e nel quale viene insegnata la disciplina.
L'Impero Romano, con la sua lunga storia di colonizzazione e di impiego della forza per sottomettere il mondo intero, incarna questo Cammino esistenziale.
Densa e lenta è la vibrazione del destino Quattro tiene ben salde a terra le persone sotto la sua influenza. Costoro imparano presto che se vogliono qualcosa devono lavorare sodo per ottenerla. È anche così, potrebbero aspettare anni prima di ricevere una ricompensa per i propri sforzi.
Nell'infanzia la famiglia dei Quattro potrebbe trovarsi in difficoltà economiche e, mentre altri fratelli non risentono di questa situazione, i destini Quattro si sentiranno penalizzati.
La scarsità di ricchezza materiale si traduce in una sorta di povertà interiore. Questo Cammino esistenziale dà origine a un forte e costante desiderio di denaro (o materialità in generale) e sono convinti che accumulare ricchezza possa sistemare tutto e che i beni materiali siano la misura del valore di chi li possiede.
Nell'età adulta, il Quattro apprezzerà persone e cose in quanto tali, a prescindere dal loro valore materiale. Queste esperienze sviluppano una fiducia e un'autostima basate sulla realtà, e la persona scopre finalmente di poter essere felice con meno ricchezze materiali e maggiori contatti emotivi.

CINQUE: Il destino Cinque è la brama di libertà connaturata alla conoscenza. La fase dello sviluppo associata al Cinque è quella in cui il bambino comincia la scuola, e impara idee e concetti che non rispecchiano necessariamente quelli appresi in famiglia, da cui schemi si affranca attraverso l'istruzione.
La persona allarga la propria cerchia sociale al di là del ruolo nella società. 
Ogni momento storico caratterizzato dalla liberazione dalla schiavitù dei regimi oppressivi  risuona con il Cinque.
Chi percorre questo cammino Cinque è incoraggiato  a esplorare l'ignoto e lasciarsi alle spalle la sicurezza. Il Cinque sfida a espandere la comprensione e l'atteggiamento verso la vita attraverso l'uso dei cinque sensi.
Nei primi anni, i bambini con destino Cinque vengono spesso privati della libertà, e di solito hanno un genitore dispotico che dice loro cosa fare, pensare o dire. Quando si avventurano nel mondo, evitano le responsabilità e cercano situazioni che li tengano intrappolati.
Sono soliti biasimare le circostanze anziché ammettere la loro paura dell'ignoto. La vita tuttavia interviene per offrire loro l'opportunità di liberarsi.
Man mano che esplorano la propria libertà, i Cinque comprendono che essa potrebbe essere a disposizione di chiunque.
Imparano che si può essere liberi in molti modi e che quello di libertà è un concetto complesso. Dal momento che il loro compito è trasmettere ciò che apprendono, sviluppare buone capacità comunicative è utile a loro e a gli altri. Il dono del destino Cinque è la capacità di insegnare e diffondere le proprie idee.

SEI: Il destino Sei è quello che conduce all'espressione creativa dell'amore. E' associato alla fase dell'adolescenza in cui l'individuo comincia a concepire forti legami emotivi e cerca di esprimerli attraverso la musica e la poesia. Venera delle icone remote e vuole salvare il mondo. L'era dello sviluppo della civiltà associata al Sei è il Rinascimento, con i suoi artisti, i suoi cerimoniali di corte, i sonetti amorosi e le nozioni sulla libertà religiosa incentrata sull'amore per l'umanità invece chesu regole arcaiche.
La vibrazione del Sei va oltre l'attenzione per se stessi e si rivolge all'arena sociale. Il servizio è la chiave di questo Cammino esistenziale, e molti Sei si realizzano nella cura degli altri. Il Sei è anche i numero dell'arte e della creatività, così anche il servizio può diventare un'azione stupenda.
Anche a livello locale, i Sei sono spesso impegnati nel volontariato.
I bambini con destino Sei si prendono spesso cura di un parente malato o dei fratelli più piccoli. Sono tenuti in considerazione dalla famiglia per il ruolo di sostegno più che per il loro potenziale creativo.
I giovani Sei hanno talento artistico e sono fanatici della bellezza.
Da adulti capita che neghino le loro risorse interiori impegnandosi in incombenze domestiche e quotidiane e trascurando il proprio talento.
Il destino Sei richiede il raggiungimento di un equilibrio fra bello e funzionale. Da adulti, i Sei sono molto attraenti, e la vita chiede loro di capire se sono amati per la loro bellezza esteriore o per le loro qualità interiori.
 
SETTE: Il Cammino esistenziale Sette contesta l'assunto che la realtà materiale sia la sola esistente.
Gli ambiti più nascosti della vita sono disponibili al destino Sette, che ha bisogno di esprimere ciò che sa con parole che il resto del mondo possa trovare accettabili. Questa energia ha la qualità della vita intrauterina, quando il feto vive in una condizione  semi-paradisiaca priva dello stress e delle tensioni del mondo esterno. A questa vibrazione corrisponde la vita innocente di Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden.
Il Cammino esistenziale Sette è un percorso nel paese delle meraviglie: il trucco sta tenere i piedi ben saldi a terra. I Sette hanno bisogno di credere in qualcosa a cui dedicare se stessi e il proprio tempo. Questo porta molti destini Sette a viaggiare in lungo e in largo, percorrendo il mondo pe turismo o studio, meglio seda soli. I destini Sette  hanno un intuito spiccato, nel quale devono imparare a credere.
I giovani Sette sono quelli che a scuola guardano fuori dalla finestra. Sentirsi ripetere che i sogni non li porteranno a nulla li ferisce e annienta il loro naturale  stupore davanti alla vita.
Spesso sentono l'esigenza di esprimersi con la poesia, il misticismo e la musica, sfaccettature di un anelito interiore.
Quando si affacciano all'adolescenza, i destini Sette cercano una causa da sposare, che sia una figura religiosa, un rapporto personale o una squadra sportiva.
L'energia dei Sette cerca di diffondere continuamente l'idea che non esiste un solo creato o filosofia che sia "vero". La persona influenzata dal destino Sette sa che ci sono molte verità e vari modi di esprimere la devozione.

OTTO: Il Cammino esistenziale Otto è fonte di profonde lotte, dietro alle quali sta la sensazione che le circostanze della vita debbano cambiare per sempre. La fase dello sviluppo personale che rispecchia questo Cammino è l'ingresso nell'età adulta e l'esperienza della crisi di identità che accompagnano questo passaggio. Le macchinazioni politiche che caratterizzano la Corte dei Medici nella Firenze del XV e XVI secolo riflettono molte qualità delle persone con destino Otto, in particolare tutte le manipolazioni e le lotte di potere che avvenivano dietro le quinte.
La vibrazione del destino è densa e lenta. Porta lezioni ed esperienze che esercitano una profonda influenza sulle vite delle persone. Gli Otto sono costretti continuamente a difendere se stessi e ciò in cui credono. I piccoli Otto hanno spesso genitori o insegnanti autoritari, o devono imparare molto presto a cavarsela da soli, perché potrebbero trovarsi ad affrontare   la dura realtà della vita prima degli altri bambini. Ciò che fa di loro degli adulti capaci di gestire i momenti di crisi e degli ottimi leader.
E' probabile che da adolescenti siano affascinati dal sesso, dalla morte e dalla psicologia del profondo, e cerchino risposte alle domande più complesse.
Chi percorre un Camino esistenziale Otto lavora sodo per superare quella che percepisce come una debolezza di fondo. La lezione che impara nel corso della vita è che non si può controllare tutto e ce a volte nella vita accadono cos inaspettate.

NOVE: La vibrazione del Nove contiene la forte sensazione che, in questa vita, si ripropongono degli aspetti delle vite precedenti, che vanno risolti e conclusi. Questo numero del destino comporta la necessità di una grande quantità di energia per raggiungere questo obbiettivo. Per fortuna, le persone col destino Nove sono dotate di entusiasmo e ardore sufficienti per darsi da fare per se stessi e per gli altri - per alleggerire i loro fardelli in attesa del nuovo inizio che inseguirà qualunque sviluppo il futuro vorrà portare con sé.
I destini Nove sono portati ad incoraggiare gli altri a fare dl loro meglio.
Questo Cammino esistenziale garantisce quasi sempre una qualche forma di celebrità. Per esempio molte persone dello show business sono destini Nove. Costoro fanno sempre rotta verso situazioni che li porteranno al centro della scena.
Da bambini, i piccoli Nove sono sempre quelli che si accorgono di un errore dell'insegnante, e lo fanno notare.
Le loro marachelle non passeranno inosservate e procureranno ripetute punizioni. Questo può creare insicurezza e la convinzione di non essere bravi come i loro compagni.
Tuttavia la loro ingenuità e il loro eterno ottimismo  raramente vengono offuscati del tutto, e i Nove si gettano con entusiasmo nella vita, pronti a cambiare il mondo.
Da adulti, credono che la vita sia un'evoluzione continua, che può essere trasformata dalle azioni.
Il loro Cammino esistenziale richiede coraggio e non ammette che si perdano di vista i propri valori.

UNDICI e VENTIDUE: Questi due destini vibrano di un'energia molto diversa dai precedenti. Sono rari specie i Ventidue, e capita che ci si allontana dai loro sentieri, dal momento che è facile ridurli, erroneamente a Due e a Quattro. Molte persone influenzate da questi destini poco frequentati preferiscono starsene in disparte e far finta di niente, mentre questi numeri richiedono proprio che ci si prenda la responsabilità del proprio destino.
Le loro vite rispecchiano la ricompensa per queste fatiche, sul piano finanziario o sociale.
Il destino Undici accende il desiderio di diffondere un messaggio spesso umanitario, volto a dissipare le tenebre dell'ignoranza.
Questo destino mette in luce le zone nascoste della vita come l'occulto e il misticismo.
Il destino Ventidue porta il desiderio di creare una solida struttura  o istituzione che realizzi un sogno.
Il desiderio, spesso materiale influenzato dal Quattro sfida il Ventidue a mettere il mondo materiale al suo posto, usando le proprie risorse per finanziare i sogni.
Fonte "I segreti della Numerologia" Dawne Kovan

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mercoledì 13 novembre 2013

Numerologia


La numerologia trova posto nei testi sacri di tutto il mondo, il che dimostra il grande significato che aveva per gli antichi.
Ogni cultura ha usato diversi sistemi numerici. Quello europeo risale all'antico Egitto, a Babilonia, alla Grecia e a Roma, mentre molti concetti matematici furono elaborati e introdotti nell'Europa medievale dagli arabi.
Le antiche culture che hanno dato l'origine allo studio della matematica credevano anche alla divinazione.
Ciò significa che gli antichi vedevano una connessione fra Dio (l'ambito spirituale) e l'umanità.
Il pensiero moderno riduce la matematica al campo intellettuale e non ne apprezza i legami col Divino.
La numerologia cerca di ripristinare questo aspetto.
- Alcuni dei mistici che hanno dato un contributo allo studio della numerologia:
Georges Ivanovic Gurdjief maestro mistico russo, trascorse alcuni anni in Tibet in un monastero buddista.
Scoprì l'antica stella a nove punte, l'enneagramma, e la portò in occidente dove la utilizzò come strumento numerologico per insegnare profonde verità interiori.
La mistica inglese Alice Bailey, influenzata anch'essa dai maestri tibetani, insegnava la filosofia dei Sette Raggi, ella credeva che il Sole a la Luna e cinque pianeti emanassero raggi e ognuno di noi reagisse a uno di essi.
Questa teoria dei Sette Raggi fu sviluppata da Roberto Assagioli il fondatore della psicosintesi, egli creò un sistema di classificazione delle persone in base al Raggio che la loro personalità esprimeva in un certo momento e a quello che portavano nella vita, riprendendo i due principi di base della numerologia secondo cui il numero della personalità e quello del destino danno forma alle nostre vite.
- Il "padre" della definizione di Archetipo e Numeri Universali:
Carl Gustav Jung descriveva l'archetipo come pura espressione di un concetto comune a tutte le culture.
 In questo senso, i numeri universali sono gli archetipi o le idee che tutti al di là delle credenze o della religione, riconoscono come verità fondamentali.
Le qualità di ogni numero si mostrano con chiarezza a prescindere da quanto le esperienze della vita ne abbiano cambiato l'espressione, è l'essenza a rimanere costante.
Ciascuno di noi ha una combinazione di questi principi universali, espressi , per esempio, attraverso i numeri del destino o dell'anima.
Fin dall'infanzia impariamo a rafforzare una parte di noi stessi e a negarne altri. I Numeri del Destino

Numeri Universali:

UNO: Guerriero - Vincitore - Re
Principio: Maschile. Il principio attivo e positivo. La causa prima, la sorgente di ciò che esiste. Seme. Nascita. Iniziazione. L'alfa.
Il numero Uno può essere diviso o moltiplicato per se stesso senza perdere la sua individualità. Per le religioni è Dio, il Signore, l'Uno supremo, la Monade la divinità.
Tratti dell'ego: individualità, indipendenza, motivazione, forza, originalità, scelta e decisione.
Qualità: Individuazione, coscienza di sé, autoaffermazione.
Modalità: Azione - Elemento: Fuoco - Pianeta: Sole

DUE: Coppia cosmica - Equilibrio
Principio: Femminile, dualità, fluttuazione. Il Due è ricettività, passività, attrazione e unione degli opposti, matrimonio mistico, Yin e Yang, anelito all'unione attraverso la conoscenza della separazione, del contrasto e della riconciliazione. L'energia materna che dà la vita.
Immaginazione, riflessione e intuizione.
Tratti dell'ego: Collaborazione, relazione, equilibrio, discernimento, sete di giustizia.
Qualità: Saggezza amorevole, amore incondizionato, fecondità.
Modalità: Reazione all'ambiente -  Elemento: Acqua -  Pianeta: Luna

TRE: Comunicatore - Anelito creativo - Trinità - Spiritualità
Principio: Il divino bambino. La creazione che deriva dall'unione tra l'Uno e il Due, madre e padre. La Trinità. Espansione della vita. Respiro, ottimismo, entusiasmo. Gioia. Intelligenza attiva. Utopico, idealista, speranzoso, positivo e sanguigno. Abbondanza, creatività.
Tratti dell'ego: spinta a comunicare ed esprimere se stessi attraverso i processi mentali.
Qualità: Comunicazione, trasformismo, mobilità.
Modalità: Dialogo - Elemento: Aria - Pianeta: Giove

QUATTRO: Costruttore - Materia - Stabilità
Principio: Il Mondo materiale. Realtà. Il solido. Il quadrato e il cubo. Struttura. Dare forma alle idee. Realizzazione artistica. Saggezza politica. Pragmatismo. Stoicismo. Organizzazione. Affidabilità e attendibilità. Pensiero logico. Scienze. Le quattro funzioni umane - fisica, emozionale, mentale, spirituale.
I quattro punti cardinali - nord, sud, ovest, est.
Tratti dell'ego: Riservatezza e separazione dagli altri. Riconoscimento dell'unicità.
Qualità: Costruzione, scienza, fondazione, valore della tradizione
Modalità: Inerzia - Elemento: Terra -  Pianeta: La Terra

CINQUE: Spirito libero - Avventuriero - Idealista
Principio: attivo, inventivo, creativo, estroverso, curioso. Insegnante, studente. Versatilità, curiosità, vitalità, flessibilità, socievolezza, adattabilità, cambiamento.
Amore per la libertà e a tutti i livelli dell'essere - fisico, emotivo, intellettuale e spirituale.
Potere dell'informazione.
Tratti dell'ego: La brama di vivere la vita in tutta la sua pienezza. Il bisogno di difendere il diritto alla libertà per tutti.
Qualità: Idealismo, poesia, avventura, amore per la conoscenza.
Modalità: Immaginazione - Elemento: Etere, il più elusivo e straordinario degli elementi -  Pianeta: Mercurio

SEI: L'artista - Bellezza e Armonia - Altruismo
Principio: Il numero dei giorni della Creazione. La stella a sei punte che simboleggia l'unione dell'umanità con Dio. Creatività. Arte. Ritmi della vita. Servitori dei più alti ideali della giustizia.
Usano il talento artistico per esprimere la percezione della realtà.
Tratti dell'ego: Lo sviluppo dell'altruismo
Qualità: Guaritore, arte, diplomazia, angelo custode
Modalità: Sensuale ed erotico, diplomatico - Elemento: Terra - Pianeta: Venere, pianeta della bellezza, amore, arte, pace e del servizio.

SETTE: Saggio - Il Sognatore - L'osservatore del Firmamento
Principio: I sette pianeti visibili. I giorni della settimana. Il settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione. I sette colori dell'arcobaleno. I sette chakra o punti energetici principali del corpo umano. L'unione dello Spirito(3) e della Materia(4). Guarda al di là della visione comune, obbiettivi situati oltre il mondo fisico. Ricerca del significato profondo della vita.
Tratti dell'ego: Mediazione tra l'ego individuale e il divino. Interpretazione della realtà per trovare il senso della vita.
Qualità: Filosofo, scienziato, olistico.
Modalità: Attivo e astratto - Elemento: Aria - Pianeta: Nettuno

OTTO: Potere - Realizzazione - Armonia con i livelli superiori - Giudizio
Principio: E' il numero del Cubo. Il mondo materiale tridimensionale con la quarta dimensione del tempo. Il simbolo dell'eternità, la doppia elica simbolo di potere e di guarigione, forma della struttura del DNA. Simbolo del sovrano.
Tratti dell'ego: Capacità di organizzare volontà e potere. Potere di far accadere le cose.
Qualità: Finanziere, giudice, potere, volontà.
Modalità: Stoicismo e dominio - Elemento: Acqua - Pianeta: Saturno, pianeta del tempo e del Karma

NOVE: Paladini della Libertà - Idealisti - Psicologi - Pacificatori
Principio: E' il numero che contiene tutti gli altri. Quando viene sommato a numeri diversi da se, si perde in essi. E' il numero del completamento e delle conclusioni. Il giro finale della Ruota della Fortuna prima che inizi il nuovo ciclo. I nove mesi della gravidanza. Le nove Muse. Il più alto dei numeri a una cifra, quindi il più raffinato e sviluppato.
Tratti dell'ego: Cancellazione di sé, negazione di sé, altruismo.
Qualità: Rivoluzionario, pacificatore, liberatore, guerriero pronto a dare la vita per i suoi ideali, entusiasti per il cambiamento, ideatori.
Modalità: Azione - Elemento: Fuoco - Pianeta: Marte il guerriero

UNDICI: Sensitività - Astrologia - Maestri di saggezza - Genio
Principio: E' il primo numero composto della numerologia. Numero Maestro usato solo in circostanze eccezionali. Intuizioni. Preveggenza. Profezia. Capacità mediatiche. Verità. Bellezza. Equilibrio di positivo e negativo. Giustizia universale. E' il numero di chi porta la luce e illumina le tenebre, così che gli altri vedano la strada.
Tratti dell'ego: Consapevolezza degli stati più elevato della coscienza, genialità
Qualità: Illuminazione
Modalità: Riflessivo sul significato della vita - Elemento: mescolanza di Acqua e Aria - Pianeta: Urano l'illuminatore

VENTIDUE: Creatore - Enorme forza nel bene e nel male - Piramide, Paradiso sulla Terra
Principio: E' il secondo dei numeri maestro. E' il doppio Undici. Non deve essere mai ridotto a Quatto quando appare in una lettura. Tradizionalmente nato come il "Capomaestro". Le 22 lettere dell'alfabeto ebraico.
Tratti dell'ego: Pensiero astratto portato alla mente con altruismo. Sé superiore focalizzato attraverso la mente concreta.
Qualità: Creazione
Modalità: deliberazione e considerazione - Elemento: Fuoco e Terra - Pianeta: Plutone, il trasformatore

Come calcolare i vostri numeri:
Faccio un esempio pratico con il nome Mario Rossi, associo ad ogni lettera il numero corrispondente nella griglia qui sotto mettendo le vocali divise dalle consonanti:

123456789
ABCDEFGHI
JKLMNOPQR
STUVWXYZ

    1   96    6     9
MARIO ROSSI    Data di nascita 11/03/1950
4      9     9    11

Somma delle vocali = numero dell'ANIMA 1+9+6+6+9=31  3+1=4

Somma delle consonanti = numero del PROFONDO SE' o VOLONTA' 4+9+9+1+1=24  2+4=6

Somma delle vocali e delle consonanti = numero della PERSONALITA 4+6=10=1

Somma dei singoli numeri della data di nascita = numero del DESTINO 1+1+3+1+9+5=20=2

Fonte "I segreti della Numerologia" Dawnw Kovan

Il giardino degli illuminati per avere più informazioniStyle.it Numerologia per calcolare in fretta i vostri numeri

 Questa tabella è un quadro riassuntivo della relazione tra Numeri e Archetipi
ArchetipoNumeroColoreVirtùVizioMito
Guerriero1RossoCoraggioOrgoglioApollo, Diana
Fanciullo2ArancioSensibilitàCinismoAdamo ed Eva
Comunicatore3GialloCreativitàVanitàErmes
Costruttore4VerdeForzaOstinazioneGea, Atlante
Cercatore5TurcheseLibertàIncostanzaDioniso, Ulisse
Angelo custode6BluAmoreRigidità
Eros, Venere
Saggio7ViolaSapienzaDubbioErmete Trismegisto
Sovrano8Fucsia, BeigePotereSuperbiaZeus, Odino
Liberatore9TuttiGenerositàApatiaOrfeo, S.Francesco
Genio11ArgentoVisioneFanatismoEfesto, Prometeo
Creatore22OroCreazione consapevoleDistruzioneCrono, Imhotep
Fonte: Numerologia e Archetipi

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martedì 12 novembre 2013

Psicosomatica delle affezioni Oculari delle Orecchie e della Bocca

AFFEZIONI OCULARI: Grazie agli occhi possiamo vedere il mondo esterno a colori (rappresentazione del sentimento), e poiché sono due in rilievo (rappresentazione della struttura).
L'occhio destro rappresenta la struttura dell'individuo, Yin, trasmette la visione orizzontale e l'occhio sinistro, Yang, che esprime la personalità dell'individuo, dona la visione verticale.
Gli occhi sono associati all'energia del Principio del Legno e in tal senso rappresentano il livello di percezione maggiormente in relazione con i sentimenti e con l'essere il che ci permettere di comprendere perché numerose miopie compaiono nell'adolescenza che è il periodo in cui il ragazzo soppesa i suoi punti di riferimento affettivi nei confronti del mondo esterno, al di fuori della struttura familiare.
La MIOPIA è la difficoltà di vedere lontano e rappresenta la paura inconscia del futuro.
La CATARATTA esprime la nostra paura del presente e del futuro che ci appaiono foschi.
La PRESBIOPIA  rappresenta il timore di vedere ciò che è presente o relativo a un futuro prossimo. Questa malattia è sorprendentemente simile alla memoria, gli anziani infatti ne son più soggetti, e rappresenta il ricordo sempre più offuscato dei fatti recenti e sempre più vivido dei fatti lontani. Si associa molto all'approssimarsi alla morte, e la scadenza della vita che non vogliamo "vedere".
L'ASTIGMATISMO simboleggia la difficoltà di vedere i fatti, le persone o noi stessi tali e quali come sono nella nostra vita ma distorti.
Lo STRABISMO ci troviamo in presenza di una persona che ha scelto di guardare la vita da un unico lato, una scelta difficile perché emargina e non facilita la quotidianità.
A seconda del lato dominante potremmo stabilire se la scelta del punto di vista è materna e strutturale (occhio destro) o paterna e di autonomia (occhio sinistro).
Le INFEZIONI OCULARI precisano che la difficoltà di vedere è dovuta a causa esterna la quale a volte ci infiamma come nel caso della CONGIUNTIVITE (forte intensità emotiva negativa, collera).
Nel GLAUCOMA la pressione in eccesso proviene da noi e la cosa interessante è che questo eccesso è causato da un canale di eliminazione ciò vuol dire che dobbiamo allentare la presa affinché la pressione riduca.
Tutte le malattie oculari indicano che abbiamo difficoltà a vedere qualcosa nella nostra vita e in particolare qualcosa che ci tocca a livello affettivo.
Che cosa non vogliamo vedere?Cosa mette in discussione il mio essere o l'idea del posto ce secondo me occupa? Domande associate alla sensazione di ingiustizia.
Se l'occhio interessato è il destro la tensione riguarda il rapporto con lo Yin (materno) , se l'occhio è il sinistro la tensione riguarda il rapporto con lo Yang (paterno). Lateralità Destra e Sinistra e Rapporto con i Genitori

AFFEZIONI ALLE ORECCHIE: Esse ci permettono di captare, ricevere e quindi trasmettere, codificandoli, i messaggi sonori.
Si rapportano al principio dell'acqua e per estensione alle nostre origini. Il suono "creatore" è stata la prima manifestazione del nostro Universo. Le orecchie ci ricollegano alle nostre origini: costituiscono in oltre uno dei segni dell'immortalità e della saggezza (Buddha), 
Per estensione le orecchie sono il simbolo della nostra capacità di ascolto, di integrazione e di accettazione di ciò che proviene dall'esterno, poiché permettono di ascoltare ma anche di intendere.
I problemi alle orecchie sono segno che incontriamo difficoltà a capire, oppure che rifiutiamo di capire ciò che avviene intorno a noi. Anche nel caso delle orecchie si parla di lateralità quindi di rapporto tra Yin e Yang (materna o paterna).

AFFEZIONI DELLA BOCCA: La bocca è ciò che ci permette di nutrirci ma anche di esprimerci.
E' una porta aperta tra il mondo esterno e quello interiore, mediante la quale riceviamo gli alimenti e per estensione, le esperienze di vita, ossia i nostri alimenti psicologici.
La bocca funziona anche nel senso opposto, ossia dall'interno verso l'esterno e in questo caso diviene l'orifizio tramite il quale ci esprimiamo oppure addirittura sputiamo o vomitiamo ciò che c'è dentro di noi
e che ha bisogno di uscire.
La bocca appartiene contemporaneamente sia al Principio della Terra che del Metallo e rispettivamente
all'apparato digerente Yin, e all'apparato respiratorio fase Yang.
E' la porta mediante il quale le energie della Terra (alimenti, esperienze) e le energie del Cielo (aria, soffio, comprensione) penetrano in noi per divenire Energia Essenziale.
L'appartenenza al Principio della Terra indica il suo importante ruolo nella nutrizione alimentare (cibo) e psicologica (esperienze); la presenza dei denti simboleggia la capacità di mordere la vita e masticare ciò che ci propone per mandarlo giù e digerirla più facilmente.
I mali della bocca contraddistinguono la nostra difficoltà a mordere la vita, ad accettare di ingerire ciò che ci propone, a masticarlo per meglio dirigerlo.
AFTE, INFIAMMAZIONI ORALI. GENGIVITI ecc persino i MORSI che ogni tanto ci diamo alla parte interna delle guance o sulla lingua, sono tutti segnali indicanti che quanto ci viene proposto o diciamo non ci soddisfa.
Quando l'infiammazione è di origine esterna come nel caso del MUGHETTO, vi si aggiunge una responsabilità esterna alla nostra insoddisfazione.
Educazione impartita che non ci sta bene, ha un sapore che no ci piace, difficoltà ad accettare nuovi sapori, ossia nuove idee o opinioni ed esperienze, ma possono costituire il segno di una saturazione, di un eccesso di esperienze e per estensione il bisogno di fare una pausa.
Il modo in cui mordiamo la vita è doloroso, ci fa male.

lunedì 11 novembre 2013

Psicosomatica dell'Apparato Urinario


Ci permette di controllare il liquidi organici e di eliminare le tossine dal corpo.
Filtra, immagazzina ed elimina le "acque reflue" del nostro organismo. Questo ruolo è fondamentale perché l'acqua del corpo negli individui rappresenta un vettore essenziale della memoria profonda.
Il Principio energetico dell'Acqua è d'altronde intimamente legato alle memorie ancestrali.
Siamo in presenza dell'attività più occulta e più potente del corpo umano, quella della gestione delle "acque sotterranee" .
I mali dell'apparato urinario significano che viviamo delle tensioni in merito alle nostre convinzioni profonde, sulle quali edifichiamo la vita e che rappresentano le nostre fondamenta.
Indicano che abbiamo timori e resistenze difronte ad eventuali cambiamenti, che abbiamo paura di essere destabilizzati da obblighi che ci costringono a cambiare.
Ci parlano inoltre delle nostre paure profonde, fondamentali, come quella della morte o della vita, della malattia grave o della violenza.
Quando le tensioni si manifestano nella vescica, cioè lo Yang, sono riferite all'esterno e alla presa di posizione che l'individuo ha nei suoi confronti. Nell'apparato urinario la vescica riceve, immagazzina ed elimina i liquidi organici carichi di tossine che le sono stati inviati dai reni, se la vescica non svolgesse il suo compito, il corpo si intossicherebbe completamente.
La vescica rappresenta l'ultimo stadio del processo di digestione ed eliminazione di liquidi organici, ma amplificandone il senso energetico, delle memorie antiche.
Quando le tensioni si manifestano nei reni, cioè nello Yin, indicano una difficoltà più interiore e personale, un problema introspettivo rivolto alle fondamenta mentali di sé stesso.
Elencherò di seguito le più comuni problematiche di questo apparato:
CISTITE: Sussiste in noi una collera o una ribellione nei confronti di un nostro atteggiamento.Per le femmine può essere anche rappresentazione della paura (giustificata o meno) dei genitori e in particolare del padre (o di una loro rappresentazione (nonni, insegnanti) per i maschi gli stessi timori vengono rappresentati dalla enuresi (pipì a letto).
 Le infiammazioni alla vescica significano che abbiamo timori riferiti agli antenati che non riusciamo a superare.
RITENZIONE IDRICA: Segnala uno stato più o meno cosciente di insicurezza, di paura nei confronti della vita e dei suoi fondamenti. La persona ha bisogno di spazio, di prendere le distanze dal mondo esterno che può apparirle più o meno rischioso, pericoloso ostile.
Ha la tendenza a cercare sicurezza in molte cose a voler raggiungere la perfezione e a economizzare per necessità di preservazione. La paura del giudizio, soprattutto delle persone care, è molto presente.
La persona si protegge dalle credenze, abitudini e memorie famigliari che sono molto forti.
Una perdita significativa passata che riguarda la famiglia e che ha generato insicurezza e mania di preservare.
Bisogna lasciar andare, ma soprattutto accettare il rischio di perdere. Allentando un po' la presa (non troppo), si concederà il diritto di eliminare e di sdrammatizzare il rischio relazionale con l'esterno.
LITIASI URINARIA: La difficoltà ad urinare ci parla della nostra difficoltà ad eliminare le acque reflue, cioè i nostri ricordi non più soddisfacenti. Antiche credenze, vecchie abitudini, schemi di pensiero che in passato ci sono stati utili ma  che sono diventati inadeguati alla situazione presente, costituiscono tutti ricordi che intossicano la mente.
Paura di cambiare, abbiamo paura di abbandonare situazioni, schemi, credenze , modi di pensare e di agire.
CALCOLI: Un attaccamento eccessivo a ricordi soddisfacenti o insoddisfacenti che ci spingono a fossilizzarci nella vita, a cristallizzarci con rischio di soffrirne.
La sofferenza può presentarsi allorché la persona debba affrontare la necessità di cambiare, di abbracciare volente o nolente altre credenze. La necessità di evacuare antiche strutture preme affinché vengano eliminate quelle che si sono irrigidite.Spesso questo processo è molto doloroso e i problemi si ripercuotono anche sulla vita sociale.
COLIBACILLOSI: Questa infezione urinaria provocata da un batterio, significa che la capacità dell'individuo di evacuare le vecchie credenze o le abitudini profonde è stata infettata da elementi che provengono dal mondo materiale e dal suo rapporto con la materia in genere.
Fonte "Dimmi dove ti fa male - Glossario Psicoenergetico" di Michel Odoul

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venerdì 8 novembre 2013

Psicosomatica dell'Apparato Respiratorio




Grazie ad esso possiamo assimilare l'energia dell'aria.
Comprende non solo i polmoni ma anche la pelle e tutte le singole cellule.
Esistono due livelli respiratori distinti:  La respirazione interna e la respirazione esterna; la respirazione esterna è quella che conosciamo ossia la ventilazione polmonare ma esiste un'altro tipo di ventilazione esterna ed è quella cutanea, la nostra pelle svolge un'importante ruolo nella respirazione.
Questa respirazione riguarda gli scambi gassosi che hanno luogo tra l'ossigeno e l'anidrite carbonica nell'apparato respiratorio.
La respirazione interna avviene a livello cellulare, dove gli scambi intracellulari si attuano direttamente, le cellule effettuano esse stesse certi scambi gassosi che non sono dovuti all'apporto classico operato dal sangue.
Il medesimo processo esiste a livello energetico.
L'apparato respiratorio appartiene al Principio del Metallo quindi tra le principali funzioni che esercita c'è quella della difesa dal mondo esterno, e nello specifico dell'apparato respiratorio si ha il filtraggio delle polveri e l'espulsione dell'anidrite carbonica e poi attraverso la capacità di reagire alle aggressioni ambientali.
I problemi a questo apparato ci parlano della difficoltà ad accogliere la vita in noi (respirazione ossigeno) per paura, mancanza di ambizioni o levatura, per divieti familiari ecc..oppure difficoltà a proteggerci dalle aggressioni esterne della vita.
L'energia del polmone è infatti quella che si occupa del sistema immunitario istintivo.  
Le principali affezioni dell'apparato respiratorio e il loro significato psicosomatico:
TONSILLITE: Rende difficile sia deglutire che parlare. La causa è esterna. Il significato è chiaro difficoltà a mandar giù una situazione oppure non riusciamo ad esprimerci in merito a qualcosa magari proprio la stessa situazione che ci "blocca" la gola. E la causa va attribuito a qualcosa che qualcuno ha detto o fatto a seconda di quale lato è più infiammato possiamo capire anche da cosa o da chi viene scaturito il problema.
RAUCEDINE E MAL DI GOLA: Ci rammarichiamo di parole dette e non sappiamo come rimediare oppure non riusciamo ad esprimerci perchè abbiamo paura, o qualcuno o/e qualcosa ci incute timore, perchè la posta in gioco è alta.
LARINGITE: Difficoltà di dire o gridare qualcosa, i suoni vengono emessi deboli e fanno male nel fuoriuscire, le emozioni negative sono la collera repressa o il rancore che infiammano ma viene impedita la loro espressione.
FARINGITE: Si ha difficoltà a distinguere quanto esce e quanto entra e a scegliere la direzione che esso deve prendere (esofago/trachea) e non perchè non siamo capaci di  discernere ma perchè la scelta è dolorosa e difficile.
Facciamo fatica a capire cosa dire o fare a causa di una confusione emotiva collegata a una molteplicità di emozioni negative contraddittorie.
INFLUENZA: E' un sistema del corpo per evacuare le tensioni accumulate attraverso il malessere generale e la febbre.
INFEZIONE POLMONARE-POLMONITE: Ci parla di un vissuto di aggressione, reale o immaginaria, forte che colpisce e dovuto a qualcosa di esterno. Siamo destabilizzati dall'attacco di qualcuno.
Questi attacchi possono essere anche sottili, occulti, non percepiti ma la sensazione di aggressione c'è.
TOSSE- BRONCHITE: La tosse secca è una reazione violenta alle aggressioni esterne
La tosse grassa indica che le aggressioni esterne restano imprigionate dentro di noi.
La tosse e la bronchite ci parlano di situazioni o persone che ci mettono a disagio senza però aggredirci direttamente.
ASMA: Eccessiva angoscia materna, atmosfere familiari pesanti spesso si traducono nei bambini in fragilità polmonari, che spesso vengono curate troppo efficacemente tramutandosi in allergie respiratorie (o cutanee).
Si ha bisogno di amore ma soprattutto di aria e di spazio.
RAFFREDDORE- RINITE: se il naso cola e abbiamo tendenza a lacrimare si ha bisogno di evacuare una sensazione di tristezza anche piccole cose accumulate da tempo(il naso cola quando si ha bisogno di piangere e in questo modo lo si fa celatamente ma di continuo).
La perdita dell'olfatto, naso chiuso e sinusite ci rivelano la difficoltà ad accettare dei messaggi, delle informazioni intime che ci giungono.
Non possiamo sentirle?, Non ci piacciono perchè ci puzzano? Cosa ci puzza? Cosa c'è di marcio nella nostra vita? Qualcosa che riguarda noi stessi o qualcuno nella nostra vita?
Questi problemi di olfatto esprimono anche rancori, amarezze o desideri di vendetta che lasciamo marcire dentro di noi, oppure simbolicamente può rappresentare il rifiuto o la paura delle manifestazioni  della vita e dell'animalità cioè della parte biologico-istintuale della vita e di noi stessi (I fiori più belli nascono dal letame).
PLEURITE:La "pelle" che circonda i polmoni si infiamma perchè abbiamo la presenza di emozioni negative di collera o rancore. Ci troviamo davanti a una sottile effrazione del sistema di difesa perchè viene colpito ciò che lo protegge. La persona che ne soffre è stata colpita profondamente e con forza da una situazione negativa.
TRACHEITE- TRACHEOBRONCHITE: La tracheite indica una dolorosa accoglienza della vita in noi, la fase che attraversiamo è limitante e ci sentiamo messi alle strette, con la tracheobronchite la sofferenza respiratoria è ancora maggiore, la persona è molto i collera con il mondo esterno, sente che le viene impedito di vivere, che le manca la libertà (sia d'azione che d'espressione), lo spazio, oppure che è costretta a vivere e a subire le costrizioni delle scelte compiute in maniera inconscia.
Per il momento troppa vita fa male quindi bisogna ridurre la pressione e lasciare che dentro di lei le acque si calmino per poi compire nuove scelte.
Fonte "Dimmi dove ti fa male - Glossario Psicoenergetico" Michel Odoul

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giovedì 7 novembre 2013

L'Apparato Digerente e Psicosomatica



L'apparato digerente è quello che ci permette di digerire gli alimenti solidi e liquidi che consumiamo.
Grazie ad esso possiamo assimilare il nutrimento materiale che ci offre la terra e attraverso l'apparato digerente trasformiamo questi alimenti, grazie ad un alchimia elaborata che li renderà utilizzabili, accettabili dal nostro organismo, diventeranno uno degli elementi essenziali del nostro carburante finale.
L'apparato digerente è quello che coinvolge il maggior numero di organi, questo ci lascia intuire fino a che punto l'alchimia sia sofisticata, il che si spiega grazie al fatto che gli alimenti solidi costituiscono una forma di energia "pesante", densa, complessa da trasformare, la quale necessita di molteplici operazioni e livelli di trasformazione.
L'apparato digerente si compone dalla bocca, esofago, stomaco, fegato, colecisti, milza, pancreas, intestino tenue e intestino crasso.
I problemi di questo apparato ci parlano della nostra difficoltà di mandar giù, di digerire, di assimilare ciò che avviene nella nostra vita.
"Non sono riuscito a mandar giù quello che hai detto" oppure "Non ho ancora digerito quello che mi hai detto" e ancora "Mi è rimasto sullo stomaco..." sono espressioni popolari che esprimono in tutta semplicità ciò che avviene psicosomaticamente quando si hanno dei disaggi col mondo esterno.
LO STOMACO
Lo stomaco è il primo organo che riceve dall'esofago gli alimenti grezzi.
Lo stomaco presiede il compito di prettamente materiale della digestione, padroneggiando la materia alimentare.
Il mal di stomaco ci parla della nostra difficoltà o delle tensioni che incontriamo  cercando di controllare e di gestire il mondo materiale. Quando provocano in noi preoccupazioni reali o immaginarie, le contrarietà finanziarie o professionali, scolastiche o legali sceglieranno di esprimersi in questo modo.
L'acidità gastrica può significare che abbiamo tendenza a ruminare, a rimuginare le cose e gli eventi in maniera eccessiva, abbiamo difficoltà a digerire gli eventi della vita e quindi tutto ciò o ci crea bruciore acidità o reflusso se proprio non ce la facciamo a mandarlo giù lo evacuiamo in modo violento dalla bocca.
LA COLECISTI
Opera in diretta associazione con il fegato del quale raccoglie e concentra la bile.
La secrezione di bile permette al processo di digestione, in particolare degli alimenti grassi, di svolgersi armoniosamente, in caso di mal funzionamento si è in presenza di cattiva digestione.
I mali alla colecisti ci parlano della difficoltà di gestire i sentimenti e a chiarirli. Siamo nella dinamica Yang ossia il rapporto con l'esterno.
"Qual è il mio posto?", "Sono riconosciuto dagli altri?", "Sono amato per quello che faccio o rappresento?".
Nel linguaggio frequente si dice "Ingoiare bile" quando ci si arrabbia.
I calcoli biliari si formano quando abbiamo bisogno di far luce in certe cose, e che il nostro senso del vero e del giusto non è molto chiaro, è intorbidito e abbiamo tendenza a manipolare gli altri.
L'INTESTINO CRASSO
Svolge il ruolo di netturbino, di evacuatore.  Trasporta e permette di  eliminare, le materie organiche che abbiamo ingerito e che non sono state assimilate, così da evitare all'organismo di intasarsi e soffocare e intossicarsi.
Contribuisce alla buona "respirazione" del corpo, esso in campo energetico è complementare al polmone.
I problemi all'intestino crasso ci parlano del nostro "trattenere" le cose e persone, il nostro non lasciar o lasciarci andare, della paura di fallire, di sbagliare ma anche dell'eccessiva timidezza e riservatezza, del rifiuto di allentare la presa sugli altri manifestandosi con stipsi, emorroidi, flatulenza, gonfiore ecc..
IL PANCREAS
Controlla il livello di zuccheri presenti nel sangue, attraverso la produzione di insulina, e grazie ai succhi pancreatici, partecipa attivamente alla digestione degli alimenti preparati dallo stomaco.
Le sue disfunzioni indicano che abbiamo la tendenza a trascorrere la vita in modo troppo prudente lasciando poco spazio al piacere e alla gioia così alla vita manca la dolcezza di cui abbiamo bisogno.
Il diabete (iperglicemia) ci parla della difficoltà a ottenere dolcezza nella vita spesso succede a chi ha avuto un padre eccessivamente severo così si rifugia nel cibo che è simbolo della madre, oppure dopo uno schok psicologici intensi come la perdita di qualcuno ecc..
Nel ipoglicemia in genere si ha in presenza di madri fredde e autoritarie e si cresce con la convinzione di non aver diritto alla dolcezza nella vita.
La mancanza di rifugio materno produce un rapporto con il cibo negativo e a volte può condurre all'anoressia cioè la mancanza di accettazione del cibo.
L'INTESTINO TENUE
I mali dell'intestino tenue sono: diarrea, dissenteria, enterite, enterocolite, malattia di Cronh, infezioni, ecc..
Non tratteniamo più anzi, i rifiuti sono liquidi, brucianti, acidi, sfuggenti, vuol dire che non assimiliamo più tutto viene inviato al colon ed espulso.
Si ha difficoltà ad accettare, ad assimilare ciò che avviene nel mondo esterno, le situazioni, il vissuto, le esperienze ci turbano e non le vogliamo all'interno di noi.
Tutto ciò può degenerare nella malattia di Cronh.

IL FEGATO

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente. E' il più grosso del corpo umano.
Svolge un ruolo essenziale per la digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura un'attività aggiutiva importantissima di filtraggio del sangue, contribuendo alla sua composizione sia a livello nutritivo che immunitario.
E' responsabile della consistenza, della composizione, del livello vibratorio e del colore del sangue.
Questo duplice ruolo deriva dal fatto che riceve una doppia alimentazione sanguigna: una dall'arteria epatica che lo nutre di ossigeno e l'altra dalla vena porta che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall'intestino tenue, questi due canali si ricongiungono nella vena cava inferiore, da qui il sangue viene trasportato ricco di sostante nutritive in tutto il corpo.
I problemi al fegato indicano che ci è difficile digerire delle cose nella nostra vita ma con sfumature più profonde rispetto allo stomaco.
L'emozione principale legata al fegato è la collera e quindi i suoi problemi potrebbero provenire da un atteggiamento collerico con la vita, ma anche collere troppo spesso represse o sistematicamente trattenute portano a malattie come la cirrosi, epatiti o insufficienza epatica.
Le tensioni del fegato indicano che la nostra immagine viene rimessa in discussione ma soprattutto che non riusciamo a ritrovare  la nostra gioia di vivere (sangue=energia vitale gioia di vivere).
Siamo immersi nel senso di colpa o nella ricerca della nostra identità: "Chi sono io?".
Ci troviamo nello Yin, nell'interiorità (al contrario della colecisti che è Yang).
La domanda che ci poniamo riguarda la coscienza di sè.
La cirrosi è un "tentativo di suicidio", negazione di sè: l'alcol è il primo strumento per allontanarci dal nostro sè profondo.
Il concetto di Se assume un'importanza riscontrabile chiaramente anche nel rapporto  tra l'energia del fegato e l'immunità.
Il sistema immunitario prende forza attraverso un'imprescindibile conoscenza di sè: Per avere la possibilità di esse in grado di difendersi, bisogna sapere cosa difendere (conosci il tuo nemico conosci te stesso).
Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario proprio grazie alla coscienza di sè, e in particolar modo nell'immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze dell'organismo.
Il senso di colpa ci obbliga a giustificarci e quindi a difenderci più del necessario, in maniera inadeguata ed eccessiva.
In conclusione il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell'essere.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male Glossario Psicoenergetico" di Michel Odoul





mercoledì 6 novembre 2013

Psicosomatica del Sistema Cutaneo


La pelle è uno degli organi più interessanti e più completi del corpo umano.
Si tratta dell'unico organo direttamente in rapporto a tutte le funzioni dl corpo e della mente, rappresenta un autentico cervello alla vista di tutti.
Incredibilmente irrorata e innervata su tutta la sua superficie, la pelle rappresenta uno straordinario strumento di informazione direttamente collegato al nostro cervello.
Il suo primo compito è quello di garantire protezione, rappresenta una barriera dal mondo esterno, inoltre permette la ventilazione cutanea, mediante la quale aiuta i polmoni nel loro ruolo di assimilazione dell'energia aerea.
La pelle adempie anche ad un altro ruolo non trascurabile e di assistenza per tutto il sistema di eliminazione del corpo. Allorchè i reni, vescica, intestino crasso e polmoni sono affaticati o ostruiti, la pelle dà il cambio e aiuta ad evacuare in particolare mediante la traspirazione ma anche attraverso gli odori, le dermatosi e così via... le tossine che l'organismo non riesce ad eliminare in altro modo.
E' infine interessante sapere che la pelle, inclusa quella dei muscoli, memorizza le nostre esperienze e le nostre emozioni, il che ci permette di comprendere perchè il tatto e certe tecniche di lavoro sul corpo come la Pratica Taoista delle Energie ottengano risultati sorprendenti, in particolare in tutte le manifestazioni di natura psicosomatica.
La pelle tra l'altro ha la capacità maggiore di cicatrizzazione, questo miracolo, la cui causa profonda è ancora inspiegabile, permette ad un organismo di autoripararsi, di ricostruirsi da sè, ed è stupefacente sia per la sua forza che per la sua efficacia.
Il ruolo sociale della pelle è altrettanto fondamentale. La pelle partecipa attivamente alla modalità di rapporto che intratteniamo col mondo che ci circonda.
Basti pensare che quanto più la società diventa asettica quanto più si privilegia l'apparenza e l'intelletto evitando il contatto con le persone, si mette al bando il tocco.
Ci si scusa se per sbaglio ci si tocca, ma se interrompiamo qualcuno mentre parla sembra quasi una cosa normale.
In linea generale i disturbi della pelle indicano le nostre difficoltà nel vivere il mondo esterno.
Elencherò alcuni dei più comuni disturbi della pelle con le loro cause psicosomatiche e significato:

ASCESSO: Si cova rabbia, si trattiene qualcosa che ci fa star male.
ACNE: Barriera dal mondo esterno: Sul viso (il quale rappresenta la nostra identità) per nasconderci dagli altri. Timidezza, dubbio, paura degli altri e dei giudizi.
FORUNCOLO: Qualcosa che rimane all'interno ci infastidisce ci imputridisce, bisogna scegliere di esprimere ciò che non va e non essere vittime degli eventi.
POMFO (puntura d'insetto, allergia alimentare ecc..): Causa esterna che procura un fastidio che dobbiamo in qualche modo evacuare.
DERMATITE: Aggressione proveniente dall'esterno che crea una reazione di di difesa.Con la pelle poco attraente ci riesce più facile stare lontani dagli altri.
CHELOIDE (cicatrice molto visibile): Abbiamo difficoltà a "cicatrizzare" delle ferite dell'anima, abbiamo bisogno di rendere evidente il nostro trauma le nostre ferite interne.
PRURITO-ORTICARIA: Bisogno di espressione che bussa alla porta ricordandocelo col fastidio del prurito.
HERPES SIMPLEX: Siamo rimasti indeboliti da una prima battaglia, maggior fragilità, collera, eccesso di energia negativa.  Sulla bocca significa che abbiamo detto qualcosa di avventato o troppo carico di rabbia che ci ha bruciato.
HERPES ZOSTER: la persona deve imparare fondamentalmente una lezione, allentare la presa, prendere le distanze, deve smettere di controllarsi, di reprimere la collera, il rancore o rimuginare le disillusioni e le delusioni.
Deve passare ad altro, e chiedersi se il vissuto implichi qualcos'altro che fatichi a vedere o riconoscere (herpes oftalmico), se si ripercuote sulla sua identità o immagine(herpes del volto) oppure se quanto sperimenta nella sua quotidianità personale o professionale le impedisca di vivere o la limiti(herpes intercostale)
MICOSI: Significa che siamo parassitati da una situazione o da qualcuno e non riusciamo a difenderci dall'approfittatore che ci risucchia le energie.
MUGHETTO-CANDIDOSI ORALE: I parassiti ci impediscono di esprimerci sia i senso letterale che figurato.
INTERTRIGINE (micosi localizzata sulle pieghe cutanee di flessione): Indicano che abbiamo difficoltà nella flessibilità nei confronti della vita
PSORIASI: Difficoltà a piegarsi ed accettare quanto accade, bisogna ammorbidire il rapporto col mondo esterno. Si cela la difficoltà di avere rapporti con gli altri e soprattutto di tenerezza con la madre, quindi si tende a irrigidire il rapporto con tutto ciò che è esterno. La madre in questi casi ha difficoltà ad esprimere tenerezza nei confronti dei figli per non perdere la propria identità di donna (potrebbe avere anche lei la psoriasi)*
VERRUCA: Indurimento, irrigidimento delle memorie emotive, ci parlano di ciò che si è fossilizzato in noi a seconda della localizzazione mani =azione, piedi=rapporto con gli altri, viso=identità.
VITILIGINE: Ci parla dell'idea negativa che abbiamo di noi stessi generata dall'esterno a causa di un rifiuto, abbandono ecc..e si genera un rifiuto di sè dovuto al vissuto. Non si ha una buona immagine di sè, non ci si dà diritto alla felicità o al successo, come un mettersi i bastoni tra le ruote da soli, non ci si sente in diritto neanche della luce del sole.
Fonte "Dimmi dove ti fa male Glossario Psico-energetico" di Michel Odoul

Aggiungo che a seconda dell'ubicazione del problema si avranno interpretazioni ancora più dettagliate:
Volto = identità, immagine, metterci la faccia
Bocca = espressione vocale o figurata
Arti superiori = azione verso gli altri o sè stessi Struttura Ossea Superiore e Psicosomatica
Arti inferiori = relazione con gli altri o con sè stessi Struttura Ossea Inferiore e Psicosomatica
Destra o sinistra = relazione con madre o padre Lateralità Destra e Sinistra e Rapporto con i Genitori

*Nei miei due anni in Gran Bretagna ho notato che sempre più giovani hanno problemi di psoriasi in parte per il fatto che vi sia poco sole che fa molto bene a questa problematica cutanea perchè anche psicologicamente esso rappresenta una figura genitoriale che permette la vita, in parte perchè le mamme hanno davvero grandi difficoltà ad essere tenere con la prole proprio per il fatto che essendo di mentalità diversa dalla nostra non voglio perdere la loro identità di donna dopo la maternità, così vi sono tantissimi adolescenti con il medesimo problema cutaneo che ormai è diventato quasi una normalità.
Ho in oltre riscontrato che sempre nei paesi "freddi" in senso di rapporti con gli altri i problemi della pelle si fanno molto più frequenti che nei paesi in cui i rapporti con gli altri e soprattutto con i genitori sono più "caldi", ho visto persone con pelli davvero devastate e patologie che neanche conosco mai viste in italia o comunque rare.
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