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mercoledì 31 luglio 2013

LA LUPA, L'AQUILA e LA PIETRA NERA

Tutta l’iconografia antica riporta Romolo e Remo che suggono dalle mammelle di una lupa, a volte sotto il fico, detto ruminale.
L’arcaico simbolo del Lupo assieme alla Civetta e al Picchio, che erano animali totemici degli antichi latini, possedevano valenza positiva anche nella mistica ebraica.
La parola ?lupo? in ebraico è zeev, parola-codice che racchiude il segreto dell’Albero della Vita.
“La zain, che vale 7, indica le sette sefirot inferiori, l’area normalmente occupata dalla consapevolezza umana; la beit, che vale 2, indica le due sefirot superiori, dimora della consapevolezza divina; l’alef, che vale 1, al centro della parola, rappresenta la conoscenza unificante che collega i due estremi in un tutt’uno”.
Fonte Navad dal libro “Numeri”.
La somma totale di ciò da 10, e ciò rappresenta la divinità, ma anche il più piccolo, in quanto la lettera iod, che vale 10, e la più piccola di tutto l’alfabeto.
Il decimo figlio di Giacobbe, il più piccolo fu detto “lupo rapace”.
L’associazione lupo-rapace è molto interessante: lupo come Lupa , rapace come Aquila, ovvero i die simboli principali della romanità. Va ricordato che l’Aquila simboleggia uno stato di elevazione spirituale che permette anche soltanto stazionando sulle cime dei monti, di perlustrare i cieli; nella simbolica cristiana l’Aquila rappresenta Giovanni l’Evangelista è, ancor prima, l’Aquila è uno dei quattro Santi Animali della visione del profeta Ezechiele. Second la santa cabala è la trasformazione dell’amaro in dolce:
lo stato dello “scorpione”  che in morti successive si riduce in cenere, dalla quale nasce l’Aquila.
L’Aquila in ebraico ha lo stesso valore numerico, 550, di amtaqa: addolcimento, ma lo stesso valore numerico corrisponde anche ad alto, esaltato.
La parola Aquila in ebraico ha valore numerico d sintesi  pari a 10, avendo Nescher il valore 550=5+5+0=10.
Il tempio della Grande Madre detta anche “Signora delle selve” : MATER DEUM MAGNA IDEA, fu costruito dopo 453 anni circa dalla fondazione di Roma, in questo tempio vi fu portato un simulacro della Dea il Lapis Niger, una pietra nera a forma conica.
Questa era ritenuta la prima più importante manifestazione della Dea e la madre pietra.
Non è incidentale che questa Pietra (questo Capo), sotto altre spoglie, ritorni nel medesimo luogo cioè il Vaticano attuale dimora di Chepha, Pietra: Capo della Chiesa di Cristo.
È interessante notare  le analogie che intercorrono tra i diversi periodi storici e culture diverse, cioè il ricorrere, sempre più perfezionato, degli aspetti esteriori dell’Immutabile, che si cela mirabilmente dietro questi  aspetti. La Vergine Nera sotterranea delle cattedrali gotiche e la pietra nera… la pietra nera dell’Islam, ovvero la Ka’ba della Mecca, considerata la tomba di Abramo, Capo riconosciuto delle tre grandi religioni monoteiste… la Grande Madre degli Dei, come certezza dell’unitdell’Assoluto e dei diversi aspetti (gli Dei) de questa unità… La Grande Madre come principio generatore… e le tre lettere Madri del Sfer ha-Yetzirah, che generano le altre diciannove lettere dell’alfabeto sacro.
Ciò dimostra che chi è al potere politico e spirituale conosce molto bene l’unità che tutto produce sotto molteplici aspetti. Per questo il Nome  occulto di Roma non poteva essere reso pubblico e infatti non è stato mai svelato, forse solo pochissimi eletti ne erano a conoscenza, in quanto questo nome rappresenta sulla Terra ciò che è in Cielo.
Esso era anzi è la quintessenza della Città.
Così nell’antica Roma, il Numen tutelare era conosciuto solo da pochissimi o forse solo dal Gran Sacerdote e risultava che  venisse pronunciato, durante i riti, solo due volte l’anno, probabilmente ai solstizi, dallo stesso Pontifex Maximus nei giorni ricorrenti e in gran segreto.

 Fonte "Roma segreta e pagana" di C. Monachesi

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