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martedì 11 giugno 2013

Einstein... I suoi pensieri non scientifici...


In  questo mio post non voglio parlare di Albert Einstein come scienziato ma come uomo straordinario nei suoi pensieri sull'umanità, religione e scienza


 Sulla libertà

“Le leggi non posso assicurare da sole la libertà d’espressione; affinchè ciascuno possa esprimere le proprie opinioni senza incorrere in penalità deve sussistere un diffuso spirito di tolleranza nell’intera popolazione.”

“Se si vuole assicurare la possibilità dello sviluppo spirituale per tutti gli individui, si rende necessaria un secondo tipo di libertà esteriore. L’uomo non dovrebbe trovarsi costretto a lavorare per il soddisfacimento delle necessità vitali al punto da non avere più né tempo né energia per le occupazioni personali. Senza questo secondo tipo di libertà esterna, la libertà d’espressione, per lui, è inutile.

Lo sviluppo della scienza e delle attività creative dello spirito in generale richiede un ulteriore tipo di libertà, che potremmo definire libertà interiore. Tale libertà dello spirito consiste nell’indipendenza del pensiero dai vincoli dei pregiudizi autoritari e sociali, come anche gli stereotipi mentali non in armonia con i principi filosofici e dalla consuetudine in generale.

Questa libertà interiore è un dono di natura piuttosto raro e un degno obbiettivo per l’individuo.

Solo attraverso il perseguimento costante e consapevole della libertà esteriore e interiore l’uomo potrà contare su una possibilità di sviluppo  e di affinamento spirituale, e con ciò di miglioramento della propria vita esterna e interiore.”
 
-Società e personalità

"Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all'esistenza degli uomini, per la nostra stessa natura siamo simili agli animali che vivono in comunità.
Ciò che è, e ciò che rappresenta l'individuo non lo è in quanto individuo, ma in quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale e morale dalla nascita fino alla morte. Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell'esistenza degli altri individui.
Tutti i beni materiali, intellettuali e morali ricevuti dalla società sono giunti a noi nel corso di innumerevoli generazioni di individualità creatrici."
 
"Solo l'individuo libero può meditare e conseguentemente creare nuovi valori sociali e stabilire nuovi valori etici attraverso i quali la società si perfeziona."
 
"Solo l'esempio di personalità grandi può condurre a nobili pensieri e ad elette azioni. Il denaro suscita soltanto egoismo e spinge sempre, irresistibilmente, a farne cattivo uso."
 
"Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia."

"Ciascuno agisce non soltanto sotto l'impulso di un imperativo esteriore, ma anche secondo una necessità interiore. L'aforismo di Schopenhauer: «è certo che l'uomo può fare ciò che vuole ma non può volere ciò che vuole» mi ha vivamente impressionato fin dalla giovinezza.... Aver coscienza di ciò contribuisce ad addolcire il senso di responsabilità che facilmente ci mortifica e ci evita di prendere troppo sul serio noi come gli altri"

"Gli ideali che hanno illuminato la mia strada e mi hanno dato costantemente coraggio sono stati il bene, la bellezza, e la verità. Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che condividono le mie convinzioni, senza la affonosa ricerca del giusto, eternamente inafferrabile, del dominio dell'arte e della ricerca scientifica, la vita mi sembrerebbe parsa assolutamente vuota."

" E' l'individuo creatore e sensibile, la personalità che crea il nobile e il sublime, mentre la massa è stilida nel pensiero e limitata nei suoi sentimenti."

-Religione e scienza

"Chiunque crede che la propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato non è soltanto infelice ma appena capace di vivere"

"Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dell'intelletto più profondo e della bellezza più luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione: in questo senso è soltanto in questo, io sono fra gli uomini più profondamente religiosi."

"Mi basta sentire il mistero dell'eternita della vita, avere la conoscenza e l'intuizione di ciò che è, lottare attivamente per afferrare una particella, anche piccolissima, che si manifesta nella natura"

"Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità. Ma questa religiosità si distingue da quella dell'uomo semplice: per quest'ultimo Dio è un essere da cui spera protezione e di cui teme il castigo, un essere col quale corrono in una certa misura, relazioni personali per quanto rispettose esse siano: è un sentimento elevato della stessa natura dei rapporti tra padre e figlio."

"Al contrario il sapiente è compenetrato dal senso della casualità per tutto ciò che avviene. La morale non ha niente di divino è del tutto umana. La sua religiosità consiste nell'ammirazione estasiata delle leggi della natura."

"Religione del terrore: la quale, se non creata è stata almeno rafforzata e resa stabile dal formarsi di una casta sacerdotale particolare che si dice intermediaria tra questi esseri temuti e il popolo e fonda su questo privilegio la sua posizione dominante."

"Religione morale: è il Dio-provvidenza che protegge, fa agire, ricompensa e punisce. È quel Dio che, secondo l'orizzonte dell'uomo, ama e incoraggia la vita della tribù, l'umanità e la vita stessa"

  "Ogni religione è in fondo un miscuglio dell'una e dell'altra con una percentuale maggiore tuttavia di religione morale nei gradi più elevati della vita sociale"

"Religione cosmica: essa non può essere pienamente compresa da chi non la sente poiché non vi corrisponde nessuna idea di un Dio antropomorfo. La religiosità cosmica che non conosce dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è alcuna chiesa che basi il suo insegnamento sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente tra gli eretici di tutti i tempi che vi troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore."

"La religione cosmica è l'impulso più potente e più nobile alla ricerca scientifica"

"Quale gioia profonda a cospetto dell'edificio del mondo e quale ardente desiderio di conoscere -sia pure limitato qualche debole raggio dello splendore rivelato dall'ordine mirabile dell'Universo- dovevano possedere Kepler e Newton per aver potuto, in solitario lavoro di lunghi anni svelare il meccanismo celeste!"

"E' la religione cosmica che prodiga simili forze. Non è senza la ragione che un autore contemporaneo ha detto che nella nostra epoca, votata in generale al materialismo, gli scienziati sono i soli uomini profondamente religiosi."

"Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso è giunto a liberarsi dall'Io."

"L'estrema nitidezza, chiarezza, certezza, non si ottengono che a spese dell'incertezza."

"la missione più alta del fisico è dunque la ricerca di queste leggi elementari, le più generali, dalle quali si parte per raggiungere, attraverso semplici deduzioni, l'immagine del mondo. Nessun cammino logico conduce a queste leggi elementari: l'intuizione sola fondata sull'esperienza ci può condurre ad esse."

"L'armonia prestabilita.... Il desiderio ardente di una visione di questa armonia prestabilita è la fonte della perseveranza e della pazienza inesauribile con la quale vediamo Plank dedicarsi ai problemi più generali della nostra scienza senza lasciarsi distogliere da mete più facilmente raggiungibili e più utilitarie."


-Autoritratto
“L’amaro e il dolce vengono dal di fuori, il difficile dall’interno, dai propri stessi sforzi.
Faccio per lo più quello che sono spinto a fare dalla mia stessa natura.
Vivo in quella solitudine che è dolorosa negli anni della gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità.”

 -Dieci anni fatali
“Si avverte non solo una minaccia al retaggio culturale dell’uomo, ma anche un deprezzamento del valore attribuito a tutto quello che si vorrebbe vedere difeso ad ogni costo.
L’uomo consapevole, a dire il vero, ha sempre avvertito con acutezza che la vita è un’avventura, qualcosa che bisogna continuamente sottrarre alla morte.
Vivere nella società umana ha sempre comportato pericoli di ogni sorta; ma si trattava di pericoli caotici nella loro natura, soggetti al caso.
Ma tutto sommato ci si sentiva a proprio agio in essa e, a parte i molteplici tipi di incidenti, relativamente al sicuro.
…la prima Guerra Mondiale aveva già fatto vacillare questo senso di sicurezza.
Di tutto questo no resterà altra traccia che qualche dolorosa pagina nei libri di storia, che darà ai giovani delle future generazioni un rapido quadro delle follie dei loro antenati.”

 
-Decadimento morale
“Sono fermamente convinto che l’appassionata volontà di giustizia e verità abbia dato al miglioramento della condizione dell’uomo un contributo sicuramente maggiore  che non le astuzie di una politica calcolatrice, capace solo di generare, nel lungo termine, sfiducia generale. Chi può dubitare che Mosè fu una guida dell’umanità migliore di Machievelli?”

 
-Messaggio ai posteri
“Il nostro tempo è ricco di menti creative, le cui invenzioni ci potrebbero facilitare la vita in modo considerevole.
Abbiamo già imparato a volare e siamo in grado di inviare messaggi e notizie per il mondo intero senza alcuna difficoltà grazie alle onde elettriche.
Tuttavia, la produzione e la distribuzione dei beni sono del tutto disorganiche, tanto che siamo costretti a vivere tutti quanti nella paura di essere eliminati dal ciclo economico.
La causa di ciò sta nel fatto che l’intelligenza e il carattere delle masse sono incompatibilmente inferiori all’intelligenza e al carattere dei pochi che producono qualcosa di prezioso per la società.
Confido che la posterità possa leggere queste mie asserzioni con senso di orgoglio e giustificata superiorità.

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